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Udine | ITI Malignani
12 febbraio ore 19:00 ITI Malignani via Leonardo da Vinci n. 6

Let the sunshine in (antigone) contest 1#

La compagnia riminese Motus presenta in due sere i tre contest del suo progetto Syrma Antigónes elaborando tutti temi della tragedia greca tramite confronti/dialoghi che affrontano domande, urgenze e sollecitazioni di riflesso alla possibile rilettura di una splendente Antigone d’oggi.

locandina
anno
2010
testo
drammaturgia Daniela Nicolò
regia
ideazione e regia Enrico Casagrande & Daniela Nicolò
interpreti
con Silvia Calderoni (contest#1,#2,#3), Benno Steinegger (contest#1), Vladimir Aleksic (contest#2), Gabriella Rusticali (contest#3) e la partecipazione di Bilia
musiche
musica dal vivo e fonica Andrea Comandini
e...
ambito sonoro Enrico Casagrande
produzione
una produzione Motus
con il sostegno di Festival delle Colline Torinesi / L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino / Festival Magna Grecia ’08 / Progetto g.e.co – Ministero della Gioventù / Regione Emilia Romagna / Festival Théâtre en Mai – Théâtre Dijon Bourgogne - cdn in collaborazione con Fondazione del Teatro Stabile di Torino

mitico! _ Contatto/Akrópolis

La compagnia riminese Motus presenta in due sere i tre contest del suo progetto Syrma Antigónes elaborando tutti temi della tragedia greca tramite confronti/dialoghi che affrontano domande, urgenze e sollecitazioni di riflesso alla possibile rilettura di una splendente Antigone d’oggi. La fratellanza, il rapporto con il potere, lo scontro fra generazioni, si alternano e approfondiscono in un lavoro sul corpo di un’attrice/performer/Antigone che incontra in ogni contest diversi interlocutori, da Polinice a Creonte e Tiresia. Una living Antigone messa al centro delle possibili rivolte del contemporaneo, in tre folgoranti capitoli che intersecano il teatro e la vita.

Let The Sunshine In
è il primo contest, nato nelle officine grandi riparazioni di Torino, che qui riadattiamo a uno spazio comunque vuoto e disadorno, in cui due soli attori-autori, Silvia e Benno, si fronteggiano e, nella totale solitudine di coppia, tentano di “rappresentare” (Antigone e Polinice), (Eteocle e Polinice), (Ismene e Antigone): fratelli-personaggi volutamente posti fra parentesi come pretesti mitopoietici. Le interpretazioni sono oscillanti e si con-fondono con le biografie degli interpreti:  Polinice incarna il conflitto fra azione e compassione, può essere pacifista o terrorista e questo dissidio accoglie tutta l’ambivalenza delle varie esegesi.
(...) In questo primo contest passato e presente entrano in corto circuito ed esplodono, trascinando anche il pubblico nella deflagrazione: lo spettatore, posto al centro dello spazio scenico, bersagliato dalle nostre stesse domande, diviene inevitabilmente attore di una rappresentazione che “anarchicamente” deborda dai limiti del palcoscenico, fugge il teatro per sporcarsi con le incertezze e povertà del quotidiano.

La traccia di Antigone
“Ci addentriamo tramite un processo creativo messo in atto da evocazioni, anche astratte, immaginando uno spazio scenico come terreno segnato da impronte, solchi, pezzi dispersi dal vento e dagli animali… Tracce che continuano a suonare, parole e gesti rarefatti, grida e conflitti, voci lontane, pezzi di dialoghi e canti, scontri e irriducibili ostinazioni… che, in un eterno tornare, evocano senza dire, come suoni “fuori-sincrono”, masterizzati male e immagini solarizzate dalle intemperie… Una ricerca in continua oscillazione fra memoria e presente, che si volge indietro per riflettere sull’oggi”.
Motus

Motus
Il motore primo che spinge Motus in un viaggio avviatosi nel 1991, è da sempre una bruciante istanza di “realtà”. Animati da un “motus” (movimento) interno verso il fuori, da una necessità inderogabile al confronto con l’attualità, secondo un’attitudine del tutto “impura” all’ascolto, si lavora per mescolanze di vari formati espressivi, dall’istallazione, alla performance, al video.
Il tema del viaggio, sia geografico che mentale, ricorre e accompagna, come preludio o studio, tutte le produzioni. È successo per Pasolini che li ha sospinti dai deserti africani alle periferie italiane, accade  con il progetto “X(Ics) Racconti crudeli della giovinezza”  che ha portato la compagnia in giro per l’Europa ad abitare a riflettere sulla giovinezza di oggi. Il viaggio prosegue nell’ inseguimento-costruzione di una cartografia delle  rivolte del contemporaneo, assumendo la figura di Antigone come metafora-guida di tutto il percorso Syrma Antigónes

www.motusonline.com

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