Udine | Teatro Palamostre
2 marzo 1995
5 marzo 1995

Zingari

L'avventura del protagonista e l'avventura del pubblico accomunate dall'esplodere di passioni e di visioni del testo di Raffaele Viviani.

locandina
anno
1995
testo
Raffaele Viviani
regia
Toni Servillo
interpreti
Tonino Taiuti, Toni Servillo, Iaia Forte, Maurizio Bizzi, Anna Romano, Mariella Lo Sardo, Gino Curcione, Lucia Ragni, Riccardo Zinna, Toni Laudadio
produzione
Teatri Uniti

L'avventura del protagonista e l'avventura del pubblico accomunate dall'esplodere di passioni e di visioni del testo di Raffaele Viviani. C'è una comunità in gioco, con le sue pratiche oscure, il malocchio, i plagi, le superstizioni, in una storia d'amore e di morte. Una rappresentazione del bene e del male vede l'uno contro l'altro Gennarino, chiamato Il Figlio della Madonna perché allevato trovate Il o dai nomadi e '0 Diavulone, capo e sfruttatore del gruppo che gli sottrae Paloma, come lui raccolta per la strada e con lui cresciuta. E' un'evasione dalla realtà, dal mondo così com'è; Viviani si fa visionario per un atto di ribellione alla realtà stessa che gli si presenta troppo limitata e quindi addirittura irreale. Il Viviani realista si impadronisce della nostra immaginazione e ci tiene come in uno stato di ipnosi, e per fare ciò decide di occuparsi di un gruppo di emarginati, di zingari con le loro magie e fatture. Affascinante la forma del testo: al posto di un interesse morboso, psicologico per i personaggi, Viviani crea un'atmosfera in cui calarli e la trasforma di momento in momento, alternando il sogno alla realtà e poi al delirio, e poi ancora confonde tutti questi momenti insieme. Tutto ciò è qualcosa che sembra avere relazione con quello che di antico ancora resta dell'evento teatrale come pura emozione, come mistero. Proprio grazie a questo andamento drammaturgico per atmosfere e non per personaggi, aumenta la possibilità che quello che avviene sotto gli occhi dello spettatore possa riflettersi nella sua esperienza più intima all'interno dell'edificio teatrale, in quel momento e soltanto lì.

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