Congiura

Stefano Ricci

locandina
anno
2026
testo
testo e regia Stefano Ricci
interpreti
cast in via di definizione
e...
movimenti Stellario Di Blasi
suono Andrea Cera
assistente regia Liliana Laera
produzione
CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia

Call audizione per interpreti over 65 anni per Congiura Candidature entro il 31 marzo 2026


Congiura è una creazione che attraversa la terza età come territorio di resistenza, di lucidità e di sopravvivenza. Non come tema o categoria anagrafica ma condizione esistenziale e politica: quella di un corpo che continua a esistere quando il mondo smette di interpellarlo. Il progetto nasce da una riflessione sul rapporto tra tempo, corpo e memoria, su ciò che accade quando l’illusione della possibilità infinita si incrina e l’esperienza accumulata non coincide più con un riconoscimento sociale. In questa frattura si apre uno spazio fragile e radicale, in cui il soggetto non è più chiamato a produrre.

In scena, sei donne intorno ai settant’anni occupano lo spazio. Il loro stare non è rappresentazione. I loro corpi, attraversati dalle stagioni, diventano misura, soglia, materia viva. Non offrono un racconto ma una durata condivisa. Non chiedono attenzione: la reclamano attraverso l’esistenza stessa.

Liberamente ispirato a Mine-Haha di Frank Wedekind, Congiura rovescia l’idea di educazione. Non più giovani fanciulle addestrate al futuro ma donne mature che disimparano l’obbedienza al declino. Il palco si trasforma in uno spazio di rieducazione al presente, un luogo in cui il gesto più semplice - stare, respirare, lavorare, attendere - riacquista densità e senso.
Il lavoro manuale, la ripetizione, la fatica, il silenzio diventano linguaggio. In un tempo dominato dall’immateriale e dalla velocità, Congiura insiste sulla realtà del corpo e dello spirito, sulla sua imperfezione, sulla sua tenacia.

Non c’è nostalgia in questo progetto, né celebrazione. Non c’è pietà. Congiura rifiuta la retorica della fine e smonta l’estetica della rimozione che relega la vecchiaia ai margini dello sguardo. Raccontare il tempo che resta, oggi, è un gesto profondamente politico.

Il titolo stesso allude a un’impresa collettiva e segreta: una congiura nel senso originario del termine, con-giurare/cum spirare, respirare insieme. Un’alleanza silenziosa tra corpi che condividono una condizione e scelgono di renderla visibile, senza chiedere permesso.

Dopo anni di ricerca sul corpo come immagine, superficie di desiderio o luogo del sacrificio, Congiura segna un movimento inverso: un ritorno all’organismo residuo, non spettacolarizzato, non funzionale, e proprio per questo irriducibilmente politico. Un corpo che non rappresenta la fine ma una propria, legittima, verità.
Congiura è un atto di presenza.
Un gesto di resistenza.
Un invito a osservare ciò che continua.

Stefano Ricci

Immagini