Udine | Teatro Palamostre
4 novembre 1993
7 novembre 1993

Il bar sotto il mare

Tratto dall’omonimo romanzo di Stefano Benni e da alcune ballate e messo in scena dagli scapigliati componenti della compagnia dell’Archivolto.

locandina
anno
1993
testo
Stefano Benni
regia
Giorgio Gallione
interpreti
Maurizio Crozza, Ugo Dighero, Carla Signoris, Marcello Cesena, Mauro Pirovano
scene/luci
scene Guido Fiorato
musiche
Paolo Silvestri
e...
coreografia Claudia Monti
produzione
Teatro dell'Archivolto

Lo spettacolo è tratto dall’omonimo romanzo di Stefano Benni e da alcune ballate ed è messo in scena dagli scapigliati componenti della compagnia dell’Archivolto.
Dice lo scrittore: «Volevo fare un discorso sulle varie tonalità del comico, scatenare tutta l’orchestra, e in questo loro, che sono autori polifonici, sono adatti a riproporlo».
I giovani dell’Archivolto (famosi per la realizzazione degli esilaranti spot che si sono visti ad «Avanzi» su Rai Tre), per il loro «bar acquatico» si sono riforniti alla dispensa umoristica di Stefano Benni, impostando ricette allegre in forma di poesia satirica e di brano rockeggiante.
Fidando sulla complicità degli abissi, i «gestori» del locale marittimo si lanciano in racconti improbabili, tracciano la mappa di uno sconosciuto universo metropolitano — quello che ci sfugge da sotto agli occhi per troppa consuetudine all’orrenda quotidianità — e bisbigliano fiabe arcaiche. Un cocktail estroso e colorato di raffinato umorismo.

Lo si può definire un concerto uve per personaggi da letteratura di spostati. Lo si può paragonare a una consumazione di teatro-poesiarock in un locale notturno. Lo si può annettere alla cultura scenica del dopo-Beatles (formato Yellow Submarines), del dopo-Buscaglione e del dopo-Belushi. Lo si può giudicare stregua di un cabaret dark o di una contropubblicità del divismo, sull'esempio dell’angolo degli acquisti Broncoviz da loro stessi ineffabilmente realizzato (senza ostentazione) ad Avanzi. E lo si può leggere, volendo, come ricreato ma non solo ricreativo fantasticare in linea coi malesseri e gli espedienti generazionali di «Comedians» di Griffiths. Come dire che è un lavoro adattissimo a un pubblico giovane ma in cerca già anche di un sarcasmo non parodiato, non telefonato.
Rodolfo di Giammarco, La Repubblica