I Sette a Tebe
Giovanni Ortoleva
locandinadrammaturgia e regia di Giovanni Ortoleva
Cosa produce nella mente degli uomini la minaccia della guerra?
Asserragliati dentro le mura della città, Eteocle e il suo popolo attendono l’arrivo dell’esercito guidato da Polinice. Il destino dei due fratelli, figli di Edipo, è già segnato: lo scontro li condurrà alla morte. Ma prima della battaglia c’è l’attesa, e nell’attesa si consuma una tragedia altrettanto profonda. Ne I sette contro Tebe, Eschilo affronta un tema sorprendentemente vicino alla sensibilità contemporanea: non tanto la guerra, quanto ciò che la sua imminenza produce nella mente degli esseri umani.
La nuova produzione firmata da Giovanni Ortoleva, tra le nuove voci più interessanti della nuova scena italiana, legge il capolavoro di Eschilo come un’indagine sulla paura collettiva e sui meccanismi psicologici che l’assedio innesca. Lo spettacolo si addentra in quel territorio fragile dove il pericolo, ancora invisibile, comincia a deformare la realtà: il timore si fa ossessione, la tensione diventa nevrosi, la minaccia altera il modo di percepire il mondo e di stare insieme.
La tragedia antica si trasforma così in un potente riflesso del presente, restituendo sulla scena il senso di precarietà, allarme e inquietudine che attraversa il nostro tempo.



