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Mio figlio cammina solo un po' lentamente

Marcela Serli

locandina
anno
2026
testo
Ivor Martinić
traduzione italiana Elisa Copetti
regia
regia e concept scenico Marcela Serli
interpreti
Rita Maffei, Massimo Somaglino, Elena Brumini, Serena Ferraiuolo, Stefano Iagulli, Elvia Nacinovich, Giuseppe Nicodemo, Marcela Serli, Mirko Soldano
musiche
Enza De Rose
e
batteria e percussioni Filippo Angiolini
assistente alla regia Caterina Nonis
assistente scenografo Ivan Botički
assistente ai costumi Karla Kučić
assistente per i movimenti Noemi Bresciani
direttrice di scena Andrea Slama
produzione
co-produzione Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Rijeka – Dramma Italiano, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Teatri Stabil Furlan

8 ottobre 2026 ore 20.45
Cervignano del Friuli, Teatro Pasolini
9-10 ottobre 2026
ore 20.30
Teatro Contatto
Udine, Teatro Palamostre
in collaborazione con la stagione Savôrs del Teatri Stabil Furlan

Mio figlio cammina solo un po' lentamente
sabato 10 ottobre ore 18 al Teatro Palamostre l'autore Ivor Martinić, la regista Marcela Serli, la traduttrice Elisa Copetti e la compagnia incontrano il pubblico, coordina la giornalista Fabiana Dallavalle [ingresso libero]

Itinerari nel teatro contemporaneo
Percorso teatrale condiviso tra CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, in collaborazione con il Comune di Udine



Un intenso ritratto di famiglia dove si ride, si litiga e si ama con ostinazione. In una casa qualunque si prepara una festa di compleanno: Branko compie 25 anni. Attorno a lui si muovono una madre che non si arrende, un padre silenzioso, una sorella piena di vita, una nonna che dimentica tutto – tranne il bisogno d’amore. Tra dialoghi taglienti e momenti di struggente tenerezza, la quotidianità diventa poesia e grottesco insieme. La malattia, la disabilità, la paura di invecchiare si intrecciano a desideri semplici e universali: essere visti, essere scelti, essere amati. Con ironia e delicatezza, lo spettacolo ci accompagna dentro una famiglia che somiglia a tutte le famiglie, ricordandoci che, anche quando la vita rallenta, il cuore continua a correre. Una storia che commuove e sorprende, capace di parlare a tutti.

Note di regia

Incontrare il testo di Ivor Martinić significa accettare di avvicinarsi a una fragilità collettiva senza protezioni. È una scrittura che non concede appigli facili, che non consola, che non addolcisce: apre invece delle fessure, costringendoci a guardare dentro una famiglia che traballa, inciampa, evita, ride e si nasconde. Per me, che da anni lavoro su un teatro capace di spostare lo sguardo e di rifiutare le semplificazioni emotive, questo testo è insieme un dono e una sfida.

La regia nasce dal desiderio di rendere visibile ciò che di solito resta fuori campo: le micro-espressioni, i tremori, le omissioni, i piccoli cortocircuiti che rivelano l'incapacità di questa famiglia di vedersi davvero. Per questo scelgo di lavorare innanzitutto applicando gli stati emotivi, attraverso un lavoro minuzioso sull'interpretazione delle attrici e degli attori. A questa indagine si affianca la presenza di una telecamera in scena, non come effetto estetico, ma come dispositivo politico: un occhio che insiste, che interroga, che obbliga a non distogliere lo sguardo. Ogni primo piano diventa un atto di responsabilità, un modo per restituire dignità alla fragilità.

Il lavoro con gli interpreti parte sempre dal corpo e dalla verità dei gesti. Non cerco un'interpretazione "giusta", ma una presenza piena e vibrante, capace di attraversare il comico e il tremendo. In questo spettacolo chiedo alle attrici e agli attori di abitare una condizione di costante equilibrio precario: tra la tentazione di nascondersi e la necessità di esporsi, tra il grottesco che salva per un istante e il dolore che subito dopo riaffiora. La tragicommedia qui non è un genere teatrale: è una condizione umana.

Il tema della disabilità — fisica, emotiva, relazionale — viene affrontato non come etichetta ma come specchio. Tutti, in questa famiglia, "camminano solo un po' lentamente": ognuno inciampa nel proprio modo di amare, ognuno aggira una verità. In questo senso il lavoro assume un valore profondamente politico: rifiuta la retorica, rifiuta l'eroismo e sceglie invece di raccontare la vulnerabilità come territorio comune.

Provengo da una biografia fatta di confini attraversati e identità in movimento. In questo testo ho ritrovato qualcosa di mio: le famiglie che parlano più lingue senza riuscire davvero a comprendersi, le radici che tengono e quelle che cedono, le generazioni che tentano di trasmettere ciò che non hanno saputo vivere. Per questo ho scelto di valorizzare il plurilinguismo emotivo della messinscena: l'italiano come lingua del presente, il friulano e il fiumano come lingue della memoria, dell'intimità e delle crepe.

Al centro della scena c'è un compleanno. Un rito semplice e universale che dovrebbe celebrare la vita e che invece, come spesso accade nelle famiglie, fa emergere tutto ciò che resta irrisolto: desideri, paure, aspettative, silenzi. La festa diventa così un dispositivo teatrale capace di far convivere leggerezza e vertigine, gioco e ferita.

Dirigere Mio figlio cammina solo un po' lentamente significa costruire un luogo instabile e mobile, abitato da nove attori che portano in scena la fragilità delle famiglie di oggi: disgregate, rumorose, affettuose, crudeli, comiche, disperate. Significa accompagnare il pubblico attraverso un rituale, un compleanno impossibile che diventa lo specchio di tutte le volte in cui abbiamo cercato di essere una famiglia senza sapere davvero come farlo.

Marcela Serli

Durata: 95 minuti

inoltre

sabato 3 ottobre 2026, dalle ore 18 alle ore 21
12, 13, 14, 15 ottobre 2026, dalle  ore 18 alle ore 21
giovedì 15 ottobre ore 21 apertura al pubblico
Udine, Teatro Palamostre
Dialoghi Open Lab / Laboratorio gratuito con Marcela Serli
Incontri ravvicinati
info e iscrizioni partecipa@cssudine.it

La Scuola dello Sguardo #7
6 ottobre 2026 ore 18-19.30, Udine, Teatro Palamostre
Tentativi di felicità per chi cammina piano
conversazione su Ivor Martinić e Marcela Serli
con Roberto Canziani
[Ingresso libero. A seguire brindisi e aperitivo con buffet al ContattoBar]

Immagini

Tournée

debutto
13 giugno 2026 ore 19.30
Fiume, Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc - Dramma Italiano di Fiume 

tournée
8 ottobre 2026 ore 20.45
Cervignano del Friuli (UD), Teatro Pasolini
9-10 ottobre 2026
 ore 20.30
Teatro Contatto
Udine, Teatro Palamostre