editions

Residency 32 - Barletti/Waas

DIALOGHI / RESIDENZE DELLE ARTI PERFORMATIVE A VILLA MANIN

Residenza 32
Villa Manin, Spazio Residenze
BARLETTI/WAAS (IT, DE)
17 - 31 luglio 2020
Parla, Clitemnestra! 
(ovvero: se di parole fosse fatto il mondo) 
Un’eterna tragedia (in versi)

FOTO_PER_SITO_ lea und werner rid.jpg
Equipe in Residenza
Gabriele Benedetti e Simona Senzacqua
, attori/performer
Lea Barletti progetto/testo/drammaturgia 
Barletti/Waas regia 
Luca Canciello sound design e musiche originali 

La Residenza della compagnia italo tedesca Barletti/Waas approfondisce e prosegue alcune linee di ricerca sul testo di Lea Barletti Parla, Clitemnestra! (Se di parole fosse fatto il mondo). Il testo contribuisce alla riflessione sulla condizione femminile in una società ancora oggi sotto molti aspetti patriarcale. Una condizione che ha le sue origini nell’antichità e che nei testi greci emerge spesso rappresentata sotto due uniche possibili variabili: quella della sottomissione o quella della ribellione, per lo più violenta, e di conseguenza destinata a condanna e repressione.
La Clitemnestra di Lea Barletti cerca un’altra via, un’altra possibile rappresentazione di se stessa come donna e parte della società, un’altra storia da raccontare. Cerca di cambiare innanzitutto la “narrazione” del femminile.
Attraverso la scrittura e le prove si crea uno spazio comune, di prossimità, con lo spettatore, come ci trovassimo in una casa, in una cucina, in un ambiente domestico.
Un’altra importante linea di sviluppo del lavoro di creazione, riguarda più da vicino la recitazione e interpretazione del testo da parte degli attori che tende sempre in direzione di una stretta aderenza al testo quale partitura musicale e ritmica. Una lingua “incarnata”, una lingua-materia, una lingua-corpo o un corpo-lingua, che faccia piazza pulita di qualsiasi pregiudizio psicologico o di senso e lasci campo libero alla visionarietà.

“Perché ho scritto Parla, Clitemnestra! in rima, per di più una rima spesso “facile”, a volte addirittura baciata, che dà al testo un’aria quasi scanzonata, da filastrocca? Perché per me la rima è la maschera, il mezzo per alleggerire, per parlare di qualcosa che ancora brucia mentre ancora brucia, facendo finta che sia un gioco da ragazzi: perché la storia, a noi donne, non ha davvero regalato nulla, eppure e, a mio avviso, quanto mai necessario uscire dalla logica e dal linguaggio dell’oppresso. E la rima è anche, per me, il linguaggio segreto delle cose.
Si scoprono quindi legami, connessioni, possibilità nuove: di immaginazione, di azione, di pensiero, cui i “corpi-lingua”, liberati dal “dovere” del personaggio, possano avere più facile e libero accesso”. — Lea Barletti

Werner Waas e Lea Barletti fondano la compagnia Barletti/Waas a Berlino nel 2013. Producono Autodiffamazione/Selbstbezichtigung di Peter Handke, nel 2015  Tristezza&Malinconia di Bonn Park, e nel 2016 Materiali per una tragedia tedesca di Antonio Tarantino.

CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
T. +39 0432 504765 info@cssudine.it

Images

script execution time: 0.080872058868408