Nel mezzo dell'Inferno

Fabrizio Pallara

CREDITS
year
2021
text
drammaturgia Fabrizio Pallara e Roberta Ortolano
directed by
Fabrizio Pallara
cast
attori in via di definizione
music
Økapi
additional details
modellazione e animazione 3D Massimo Racozzi
progettazione ambienti architettonici Sara Ferazzoli
sviluppo applicazione e implementazione VR Alessandro Passoni
production
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG

visione consigliata dai 14 anni in su



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CONCEPT_NEL MEZZO DELL’INFERNO

Dante scrive
nell’Epistola a Cangrande della Scala che l’obiettivo della Commedia, e dunque della sua impresa artistica, è favorire il raggiungimento della felicità da parte dell’umanità (“il fine del tutto e della parte è togliere dallo stato di miseria i viventi in questa vita e condurli allo stato della felicità”).
A partire da questo presupposto il viaggio nell’oltretomba può essere interpretato come un viaggio nel sé a contatto con le fragilità più profonde, le paure, il senso di inadeguatezza e di limite, racchiuso nelle sfaccettature molteplici dell’umano. Il cammino diventa una ricerca di fiducia nella prospettiva di una dimensione dell’essere che trascende dai limiti terreni e che connette l’umano con il divino.

Dante scrive l’Inferno mentre è immerso nell’esperienza straniante e dolorosa dell’esilio, lontano da casa e gravato dal peso dell’ingiustizia, ed è proprio questo passaggio nella scrittura e nella vita che gli permette di elevarsi, di conquistare un nuovo equilibrio con sé stesso e con il mondo, una nuova dimensione della conoscenza. Il poeta inventa così la possibilità di creare un altro mondo, speculare e connesso a quello reale, nel quale l’io possa fare un’esperienza diretta di evoluzione e trasformazione: è così che prende avvio la letteratura moderna.

Allo stesso modo in questo progetto teatrale ed esperienziale si è scelto l’uso della tecnologia della Realtà Virtuale Immersiva al fine di porre il pubblico a contatto con la possibilità di un altrove, di una dimensione fantastica, che non sia però alternativa e dissociata da quella reale, ma a questa interconnessa, nella convinzione che il fantastico e il virtuale siano immersi nel reale molto più di quanto non si creda.
Per questo il viaggio non sarà solo a contatto con l’altro mondo (che è a un tempo quello dei morti e quello virtuale della realtà immersiva) ma sarà soprattutto un’esperienza introspettiva, all’interno del sé.

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