Futuro Passato
ricordare la memoria

Futuro Passato ricordare la memoria è un progetto a cura dell’Associazione Culturale Tinaos realizzato con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, che coniuga formazione, creazione e produzione declinando il tema della memoria in ogni suo aspetto.

Sono partner di Futuro Passato ricordare la memoria: Comune di Udine, Comune di Cervignano, Comune di Buttrio, Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Athena città della psicologia, ANTEAS FVG, Associazione Culturale RicercArti, Mimetós, Bottega Errante edizioni, partner tecnici Sonar e B&B I Personaggi.

Futuro Passato ricordare la memoria è un progetto che coniuga formazione, creazione e produzione. La memoria, tema portante dell’operazione, sarà declinata sotto ogni suo aspetto. Partendo dallo studio della sua funzione psichica e neurale, Futuro Passato ricordare la memoria investigherà il suo processo sociale, il suo legame con la Storia passata e recente e la crisi delle forme nel ricordo pubblico, le sue trasformazioni legate alle tecnologie per poi passare alla memoria dell’intimo e ai suoi caratteri di rassicurazione, no all’oblio.

Affrontare il tema della memoria nasce dall’esigenza di chiarire e analizzare in profondità lo spazio e il tempo in cui siamo immersi e travolti e rimettere al centro la componente relazionale. Guardare al futuro consapevoli del ricordo passato, guardare al futuro riflettendo e depositando ognuno in sé una riflessione su quanto avvenuto negli ultimi anni. Ricordare la memoria di come si era prima per migliorarsi e superare quella tanto invocata e apparente normalità.
Il linguaggio teatrale, mezzo di comunicazione che vive ancora principalmente del ricordo e delle emozioni del pubblico nel qui e ora del suo manifestarsi e il cui scheletro ha come spina dorsale la memoria, ci aiuterà a porci domande e ad indagarle.
L’indagine si svilupperà attraverso laboratori che metteranno insieme professionisti teatrali, della danza, psicologi e operatori socio sanitari, così da far interagire l’azione culturale con il ruolo dei servizi sociali territoriali.
Assieme agli psicoterapeuti e agli operatori socio sanitari, ci addentreremo alla scoperta degli aspetti strutturali, di funzione e patologici della memoria. Comunicheremo con tutti coloro che prenderanno parte ai laboratori, ascolteremo le loro storie, dialogheremo sul futuro, faremo domande e rianalizzeremo il passato tenendo come centro la ricerca e il confronto intergenerazionale.
Futuro Passato cerca un approccio diretto con la comunità per far nascere dalla sua analisi testi di drammaturgia contemporanea espressione del nostro patrimonio culturale immateriale e mira con l’uso di tecnologie digitali ad aprire nuovi campi di promozione, diffusione e interazione. La piattaforma Sonar permetterà inoltre di far interloquire i drammaturghi con una comunità digitale ponendo domande o postando riflessioni così da alimentare i contenuti e nello stesso tempo lavorare su di una molteplicità di risposte che restituiranno uno squarcio del reale e di come si percepisce oggi la memoria dando vita ad un luogo di condivisione, di testimonianze e riflessioni generando un’opera digitale partecipata della memoria stessa.
I testi realizzati saranno raccolti in un unico volume, pubblicati e promossi presso pubblico, operatori e critici e saranno disponibili anche in formato digitale all’interno della piattaforma Sonar. Uno dei testi vincerà il premio di produzione. Agli altri tre sarà garantita la presentazione al pubblico e agli operatori del settore in forma di lettura scenica.

I vincitori di Futuro Presente ricordare la memoria

La
giuria -  composta da Fabrizio Arcuri (regista e co-direttore artistico CSS), Federico Bellini (drammaturgo e tutor di Futuro Passato), Luisa Schiratti (co-direttrice artistica CSS) e Tommaso Tuzzoli (regista e direttore artistico di Futuro Passato) - ha dichiarato all’unanimità vincitori del progetto Caroline Baglioni, Alessandra Di Lernia, Jacopo Giacomoni e Alice Torriani con la seguente motivazione:
«Rinnoviamo il ringraziamento agli/lle autori/ici che hanno partecipato al bando, la qualità dei testi inviati è in media molto alta e ogni scritto è assolutamente degno d'interesse. Ciò conferma la vitalità e il potenziale della drammaturgia italiana, che ci auspichiamo trovi sempre più spazio nei circuiti teatrali.
Riguardo alle scelte che hanno portato alla selezione dei/lle quattro autori/ici che prenderanno parte a “Futuro Passato – ricordare la memoria”, esse vanno nella direzione di creare un team di lavoro il più possibile omogeneo, intergenerazionale, in grado di collaborare alla riuscita dell'intero progetto. La giuria ha optato per quattro autori/autrici che abbiano già una buona familiarità con la pratica scenica, anche nelle vesti di attore/attrice, portando così valore aggiunto all'indagine sul campo, fondamentale per la natura peculiare di questo bando. Inoltre riteniamo ciascuno dei selezionati già in possesso di un proprio, originale linguaggio teatrale, potenzialmente fecondo per un progetto legato al tema della memoria, declinabile in più aspetti, anche formali oltreché di contenuto; un processo di indagine sull'innovazione drammaturgica che ci pare già insito nel lavoro e nel curriculum artistico dei selezionati, che ci auguriamo si traduca in un’occasione per dare loro anche un meritato e maggiore risalto in termini di visibilità e di fruizione pubblica».


Chi sono i vincitori

Caroline Baglioni_
Attrice e autrice nata a Perugia, lavora in Purificati di Sarah Kane per la regia di Antonio Latella nel 2007. Dopo essersi diplomata nel 2008 come attrice/performer al Centro Universitario Teatrale di Perugia diretto da Roberto Ruggieri, si laurea in Antropologia e nel 2012 entra a far parte del gruppo di ricerca teatrale La Società dello Spettacolo collaborandovi fino al 2017. Con il monologo Gianni vince il Premio Scenario per Ustica (2015), il Premio In-Box (2016) e il Premio Museo Cervi (2017) e inaugura un sodalizio artistico insieme a Michelangelo Bellani, con il quale scrive a quattro mani e realizza Mio padre non è ancora nato (2018) e Sempre verde (2019), concludendo la trilogia dedicata ai legami di sangue. Parallelamente collabora con la Compagnia dei giovani del Teatro Stabile dell’Umbria e prende parte a diverse produzioni per la regia di Danilo Nigrelli, Antonio Latella, Liv Ferracchiati, Andrea Baracco. Nel 2019 vince il Bando Autori under40 alla Biennale Teatro di Venezia con il testo Il lampadario, tradotto in Francia nel 2020 per la Maison Antoine Vitez. Nel 2020 è finalista al Premio Virginia Reiter come Miglior attrice under 35

Alessandra Di Lernia è drammaturga, interprete e regista.
Nel 2019 il suo ultimo testo Speranza contro speranza (produzione Accademia degli Artefatti) è presentato in anteprima al festival Short Theatre.
Il suo trittico teatrale Attraverso un inverno (Dicembre_I fatti di gennaio e marzo_Il privilegio di febbraio) è stato inserito in Fabulamundi_Playwriting Europe e tradotto in francese per Face à Face 2017 (La traversée d’un hiver, traduzione di Caroline Michel ed Emanuela Pace).
Nel 2017 partecipa allo Studio Européen des écritures du théâtre “Les Anges de l’Histoire” ospitato alla Chartreuse – Centre national des écritures du spectacle e per l’occasione scrive Qui giacciono le ossa rotte di.
Tra il 2012 e il 2015 ha diretto insieme a Salvo Lombardo la compagnia Clinica Mammut, i cui lavori sono stati ospitati in importanti festival nazionali. Per la compagnia è autrice dei testi col tempo, Il retro dei giorni, del sordo rumore delle dita di cui è stata anche interprete; è stata co-ideatrice del progetto Melanconie in dedica a Pier Paolo Pasolini (2014), serie di azioni artistiche concepite come riflessioni sul pensiero pasoliniano e di Come essere felici già alle prime note dell’Inno alla gioia di Beethoven (2014), performance sulle sopravvivenze razziste nell’identità italiana di epoca post-coloniale nell’ambito di “Presente imperfetto” a cura di V. Gravano e G. Grechi; co-curatrice di P.P.P._melopèa alessandrina (2013), ciclo di eventi artistici e interventi teorici sulla figura di Pasolini.
Dal 2019 è impegnata come attrice nella tournée di Guarda come Nevica 2. Il Gabbiano della Compagnia Licia Lanera.
È inoltre traduttrice dal francese e dallo spagnolo.

Jacopo Giacomoni_Laureato in Filosofia con una tesi sull’esistenza dei personaggi dei romanzi, lavora dal 2013 come performer e dramaturg della compagnia Malmadur, con cui ha creato gli spettacoli 50 minuti di ritardo (coproduzione Fondazione Teatro della Toscana), Homo ludens (in collaborazione con Teatro stabile del Veneto e Fondazione Studi Ricerche Benetton), Starlùc e Lear/Del conflitto generazionale, vincitore del Premio OFF 2013 del TSV. Nel 2019 si diploma al corso di alta formazione per dramaturg di Emilia Romagna Teatro.
Nel 2021 crea e mette in scena Rapimento - spettacolo per uno spettatore solo in un teatro vuoto per ERT, in collaborazione con SIAE-Per chi crea.
Nel 2020 è finalista a NdN-Network drammaturgia nuova con il testo La più grande tragedia dell’umanità; partecipa al Pergine Festival con la performance in solo Ebbrezza distruttiva di una scimmia cappuccina; è performer di X-machine del Teatro dei servi disobbedienti, finalista al bando Biennale under 30; e scrive il monologo Lludwig W. per Roberto Latini e Kilowatt Festival.
Nel 2016 e nel 2017 recita in due produzioni del Teatro stabile di Bolzano per la regia di Marco Bernardi: La cucina di A. Wesker e Questa sera si recita a soggetto di L. Pirandello.
È stato performer alla Biennale Arte nel 2017 per Echoes di Young In Hong, nel 2015 per Das Kapital Oratorio di Isaac Julien e Mark Nash, e nel 2013 per La voglia matta di Marcello Maloberti.
Per la Biennale Teatro ha partecipato ai college di Christoph Marthaler, Thom Luz, Jan Klata, Letizia Russo e Franco Visioli.
Porta avanti anche la carriera di sassofonista, con una continua ricerca nel campo dell'improvvisazione e del free jazz. Suona stabilmente nel trio Ophir (Sibiu Jazz Festival, Roccella Jazz, Novara Jazz) e nel quartetto PÀN Ã LÉÅKÊ. Come musicista ha partecipato a workshop con Evan Parker, Steve Lehman, Amir El Saffar, Pauline Oliveros ed Elliot Sharp.

Alice Torriani si diploma all’Accademia D’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, il primo debutto è a teatro con Massimo Castri in Tre Sorelle, seguito da Memorie dal Sottosuolo di Gabriele Lavia. Gira l’Europa con il regista lettone Alvis Hermanis, ed è al fianco di Franca Valeri nell’ultimo testo per il teatro scritto dall’attrice. Lavora con Romeo Castellucci e continua a formarsi con maestri del teatro italiano e internazionale, tra i quali Antonio Latella, Carmelo Rifici, Tomi Janezic e Falk Richter. Prosegue la formazione con Margie Haber a Los Angeles e Jordan Bayne a New York. Il continuo desiderio di approfondimento la porta a viaggiare moltissimo, per incontrare gli artisti che la stimolano e per una propria ricerca personale che spazia dal teatro, al cinema, alla scrittura. Parallelamente alla carriera di attrice Alice inizia il percorso da scrittrice, partecipando a numerosi laboratori di drammaturgia (con Antonio Latella, Fausto Paravidino e Lucia Calamaro per citarne alcuni) e nel 2015 pubblica con Fandango libri il suo primo romanzo, l’Altra Sete, scelto per rappresentare l’Italia al Festival européen du premier roman di Kiel, in Germania. Nel 2018 Fandango Libri pubblica il suo secondo romanzo, Una vita a posto. Scrive, in collaborazione con Giampiero Judica, la sceneggiatura di una serie tv, Cleaning your Shit, finalista al Premio Solinas 2018. Scrive e interpreta con Matilda Kime il cortometraggio The Mistake, per la regia di Joe Withers, che vince il Nastro d'Argento all’Hollywood Arts and Movie Awards.

da sinistra Caroline Baglioni_Alessandra Di Lernia_Jacopo Giacomoni_Alice Torriani.jpg