La caccia

Luigi Lo Cascio e il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG si ritrovano nella condivisione di un nuovo percorso di produzione teatrale, La caccia, liberamente ispirato a Baccanti di Euripide.

locandina
anno
2008
testo
di Luigi Lo Cascio
liberamente ispirato a Baccanti di Euripide
uno spettacolo ideato da Nicola Console, Luigi Lo Cascio, Alice Mangano, Desideria Rayner
regia
Luigi Lo Cascio
interpreti
Luigi Lo Cascio e Pietro Rosa
scene/luci
scene e art direction Alice Mangano
scene e disegni Nicola Console
disegno luci Stefano Mazzanti
musiche
musiche originali Andrea Rocca
ideazione sonora Mauro Forte
e...
suoni e montaggio video Desideria Rayner
assistente alla regia Marco Serafino Cecchi
direttore della fotografia Marianne Boutrit
proiezioni video Franco Duranti
produzione
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
spettacolo vincitore del Biglietto d’oro per il teatro 2008



La caccia è uno spettacolo ispirato a Baccanti di Euripide. Sbalzata fuori dal resto degli accadimenti, la trama mette in primo piano l’esperienza particolare del tiranno di Tebe Penteo, la sua decisione di estromettere Dioniso dalla città e la smisurata punizione del dio. Dioniso annebbierà infatti le facoltà mentali del sovrano, per condurlo a una enorme disfatta. In una scena su cui si proiettano le animazioni create da Nicola Console, Luigi Lo Cascio interpreta con grande intensità il caleidoscopio di stati d’animo di Penteo, la sua notte di tormenti e rivelazioni, un uomo rimasto solo e visitato solo da fantasmi che danno forma alle sue allucinazioni.
Con La caccia Luigi Lo Cascio e il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG si ritrovano nella condivisione di un nuovo percorso di produzione teatrale. Risale a dodici anni fa la prima avventura scenica ispirata alle tragedie di Euripide che aveva portato Luigi Lo Cascio a pensare e a comporre Verso Tebe, una scrittura teatrale pensata e realizzata assieme ad alcuni attori e amici della compagnia del CSS: Gabriele Benedetti, Alessio Boni, Pietro Faiella, Fabiano Fantini, Rita Maffei, Liliana Massari, Sabrina Pelican, Sandra Toffolatti, incarnavano assieme a lui gli stralunati compagni di Cadmo alla ricerca del luogo ideale dove far sorgere la città di Tebe, nella bella ambientazione del parco dell’Università illuminato alla luce delle torce nel centro storico di Udine. L’anno prima molti di loro avevano già condiviso con Luigi la genesi del Labirinto di Orfeo, una drammaturgia collettiva pensata per coinvolgere un unico spettatore al centro di un percorso teatrale dall’intensa dimensione sensoriale ed emotiva. Nel 1998 Lo Cascio sarà fra i tre protagonisti (assieme a Rita Maffei e Emanuele Carucci Viterbi) di una scrittura originale di Giuliano Scabia, Gloria del teatro immaginario, con cui si concludeva una trilogia produttiva del CSS sulla scrittura dell’autore toscano. La felice rivelazione di Lo Cascio fra i nuovi volti del cinema italiano e i meritati successi che ne sono seguiti, hanno interrotto temporaneamente quel nostro comune percorso che oggi trova però una nuova occasione – intensamente voluta e ricercata da entrambe le parti – per riportare questo artista a esprimere nuovamente la sua passione e il suo impegno verso il teatro.


La caccia è un tentativo di variazione su uno degli innumerevoli motivi che compongono “Baccanti” di Euripide. Si è scelto questo argomento, non soltanto perché l’attività e la metafora della caccia sono molto presenti in quel testo per alludere al meccanismo dello scontro tra persecutore e preda e al capovolgimento tragico nei rapporti di forza tra le due figure (lo stesso Dioniso, tra gli infiniti nomi e appellativi, è anche chiamato Zagreus, nel senso di Bacco cacciatore). Ma anche perché la caccia è qualcosa che rimanda immediatamente alle pratiche che si mettono in campo per circoscrivere l’enigma di questa tragedia. La caccia rappresenta il desiderio di accerchiare, stanare, catturare, proprio quell’entità che per eccellenza è inafferrabile: Dioniso, coi suoi tratti ambigui di gioiosità e di annientamento. Le difficoltà e le contraddizioni a cui si perviene volendo centrare una volta e per tutte il bersaglio non verranno occultate. Dioniso, che non si lascerà acchiappare, di fatto non compare sulla scena. Ne dedurremo l’azione dagli effetti che produce in particolare su Penteo, il quale inizialmente contrasta il dio, salvo poi rimanere irretito da quella stessa sostanza sfuggente che ha provocato in lui tanto scompiglio.
La caccia a Dioniso verrà data anche, su un altro versante, da un personaggio che apparirà più volte nel corso dello spettacolo: uno studioso del mondo greco. Il suo modo di agguantare l’essenza del testo in esame vorrebbe fondarsi sulle promesse di chiarimento che derivano da stratagemmi di natura critica e dal trattamento della materia mitica con espedienti legati alla scienza dell’erudizione.
Ma non è detto che la questione venga effettivamente esaurita soltanto tra le trame, per quanto suggestive, dei concetti che infittiscono le pagine dei commentari. Dioniso non appare, non si dà alla vista né degli adepti, né degli oppositori. E anche il suo corredo di emblemi ed attributi rischia di sopravvivere solo nel registro degradato del feticcio, della merce, dell’immagine seduttiva che solo per qualche istante fa balenare l’illusione di un compiuto appagamento. Così gli antichi cori cedono il passo ai ‘coroselli’. Al posto della voce della comunità che si compatta per risolvere un problema, per richiamare a una norma o per proporre un’etica condivisa, prende corpo un monito impersonale e mortifero che s’inoltra e frammenta la narrazione per imporre un oggetto di consumo.
Tormentato da una fortissima inquietudine, Penteo vorrà vedere a tutti i costi le donne che danzano sul monte Citerone. Una sua soggettiva, dunque, che ci permette di seguire passo passo l’annebbiamento e la distorsione dello sguardo a cui va incontro in seguito alla febbre che lo spinge ad osservare da vicino le baccanti. Le immagini proiettate sopra una lavagna attribuiscono così una certa evidenza alla realtà di quelle disfunzioni della visione (vertigini, allucinazioni, sdoppiamenti, sfocature) che altrimenti potremmo giudicare come semplici suggestioni senza oggetto. Le facoltà percettive di Penteo saranno infine compiutamente compromesse nell’istante in cui avverrà il ribaltamento, da cacciatore che guarda, a preda che viene guardata.


Vai al sito la Repubblica.it TV - Luigi Lo Cascio, 14 marzo 2008, conduce Laura Pertici

Vai al sito la Repubblica.it TV - Luigi Lo Cascio, 20 marzo 2009, conduce Rodolfo Di Giammarco

Immagini

Rassegna stampa

Rodolfo di Giammarco, Luigi Lo Cascio - La Repubblica, 24 febbraio 2007 [404 Kb]Rodolfo di Giammarco, Per La caccia sulla pista di Euripide Lo Cascio si mette a fare il tiranno - Il venerdì di Repubblica, 10 ottobre 2007 [399 Kb]Ilaria Pellanda, Le 'Baccanti' di Euripide secondo Luigi Lo Cascio - VeneziaMusica e dintorni, gennaio_febbraio 2008 [1203 Kb]Luciana Fusi, Il tragico scontro tra ragione e follia - Qui Touring, febbraio 2008 [471 Kb]Giulia Calligaro, I miei secondi cento passi - Io Donna del Corriere della Sera, 23 febbraio 2008 [1135 Kb]Roberto Canziani, Nel cuore di tenebra delle Baccanti - Il Piccolo, 1 marzo 2008 [417 Kb]Antonio Audino, Caccia al tiranno - Il Sole 24 Ore, 2 marzo 2008 [58 Kb]Claudia Provvedini, Addio Dioniso, la fantasia è finita in spot - Corriere della Sera, 2 marzo 2008 [97 Kb]Gianfranco Capitta, La sfida di Penteo, scontro fatale con l'eros - Il Manifesto, 2 marzo 2008 [115 Kb]Domenico Rigotti, L'Euripide multimediale di Lo Cascio dà una bella scossa al teatro moderno - Avvenire, 8 marzo 2008 [83 Kb]Magda Poli, Ironico e kafkiano l'Euripide di Lo Cascio - Corriere della Sera, 8 marzo 2008 [338 Kb]Renato Palazzi, La caccia - DelTeatro.it, 11 marzo 2008 [26 Kb]Maria Grazia Gregori, Lo Cascio «cacciatore» di teatro «su misura» - l'Unità, 16 marzo 2008.pdf [84 Kb]Raffaella Grassi, Lo Cascio: «Vi porto nell'oscurità del mito» - Il Secolo XIX, 19 marzo 2008 [143 Kb]Marì Alberione, I cento atti - Film Tv, 23 marzo 2008 [901 Kb]Massimo Marino, Dentro la tragedia - Corriere di Bologna, 25 marzo 2008 [519 Kb]Paolo Petroni, Lo Cascio sfida il dissoluto Dioniso - Corriere della Sera Roma, 18 febbraio 2009 [186 Kb]

Tournée

prima assoluta

28 - 29 febbraio, 1 marzo 2008, ore 21
Teatro Contatto 07/08
Udine, Teatro Palamostre

tournée

4-5 marzo 2008,
ore 21
Imola (BO), Teatro Osservanza
dal 6 all'8 marzo e dall'11 al 15 marzo 2008, ore 20.45
9 e 16 marzo 2008, ore 16
Milano, Teatro Leonardo da Vinci
17 marzo 2008, ore 21
Vigevano (PV), Civico Teatro Antonio Cagnoni
18 marzo 2008, ore 21
Scandiano (RE), Teatro Boiardo
19-20 marzo 2008, ore 21
Genova, Teatro Gustavo Modena
25-26 marzo 2008, ore 21
Casalecchio di Reno (BO), Teatro Alfredo Testoni
dal 27 al 30 marzo 2008
Cesena (FC), Teatro Bonci
2 aprile 2008
Correggio (RE), Teatro Asioli
dal 4 al 6 aprile 2008
Cosenza, Teatro Alfonso Rendano

15-16 gennaio 2009, ore 20.45
Monfalcone (GO), Teatro Comunale
17-18 gennaio 2009, ore 21
Teatro Contatto 08-09
Udine, Teatro Palamostre
dal 26 gennaio all'8 febbraio 2009, ore 21
28 gennaio e 3 febbraio 2009, ore 17.30
4 febbraio 2009, ore 17.45
Napoli, Teatro Diana
dal 10 al 14 e dal 19 al 21 febbraio 2009, ore 20.45
15, 18 e 22 febbraio 2009, ore 16.45
17 febbraio 2009, ore 19
Roma, Teatro Valle
dal 24 febbraio al 1° marzo 2009
Catania, Teatro Ambasciatori

7 febbraio 2010
Pontedera (PI), Teatro Era
11-12 febbraio 2010
Carrara, Teatro degli Animosi
15-16 febbraio 2010
Aosta, Teatro Giacosa
19-20 febbraio 2010
Bra (CN), Civico Teatro Politeama Boglione
22-23 febbraio 2010, ore 21
Casale Monferrato (AL), Teatro Municipale
dal 26 al 28 febbraio 2010
Bologna, Teatro Duse
2-3 marzo 2010
Crema (CR), Teatro San Domenico
5-6 marzo 2010
La Spezia, Teatro Civico 
dal 9 al 13 e dal 16 al 20 marzo 2010, ore 20.45
14 e 21 marzo 2010, ore 16.00
primo spettacolo in scena nel nuovo ELFO PUCCINI
Milano, Teatro Elfo Puccini, sala Shakespeare, c.so Buenos Aires 33
24-25 marzo 2010, ore 21
Pavia, Teatro Fraschini
28 marzo 2010, ore 21
Grosseto, Teatro Moderno

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