Residenza 20 - Giuliano Scarpinato

DIALOGHI / RESIDENZE DELLE ARTI PERFORMATIVE A VILLA MANIN

Residenza 20
Villa Manin, Spazio Residenze
10-30 settembre 2017
GIULIANO SCARPINATO
Se non sporca il mio pavimento

Equipe artistica
Giuliano Scarpinato, drammaturgo e regista

Giuliano Scarpinato, attore, autore e regista in forte ascesa, sviluppa in Residenza un nuovo progetto sull’adolescenza, ma questa volta – a differenza del suo precedente lavoro, Fa’afafine, capace di affrontare il tema complesso e controverso della coscienza di genere rivolgendosi alla sensibilità e all’immaginario di  bambini e ragazzi - si  indirizza a un pubblico più maturo e adulto.
Durante la Residenza Scarpinato mette a punto il testo drammaturgico e le modalità del racconto teatrale, fra parola, corpo e visioni, di un suo nuovo lavoro.
Se non sporca il mio pavimento trae le mosse da un fatto di cronaca nera: l’assassinio di Gloria Rosboch, insegnante 49enne sparita nel nulla a Castellamonte (TO) il 13 gennaio 2016 e tempo dopo trovata morta, strangolata dall’ex allievo Gabriele Defilippi e dal suo amante e complice Roberto Obert.
Una donna-bambina di mezza età che vive in casa con gli anziani genitori, un adolescente dalle 12 diverse identità facebookiane in grado di manipolare chiunque gli capiti a tiro e un parrucchiere di 54 anni dalla personalità labile ne sono i protagonisti. Personaggi sospesi tra la realtà e la finzione, all’interno delle cui personalità Scarpinato scava senza sosta per giungere alle loro più intime radici.
Sullo sfondo di questo melò lapidario un mirabile dialogo di Heiner Müller, intitolato Pezzo di cuore, che abita lo spettacolo come tempo, ritmo o semplice allusione.

Giuliano Scarpinato è attore, regista e drammaturgo. Nel 2009 si diploma alla scuola del Teatro Stabile di Torino e inizia a lavorare in teatro come attore, tra gli altri, con John Turturro, Carlo Cecchi, Giancarlo Sepe, Emma Dante, Marco Baliani, Daniele Salvo, Cristina Pezzoli, Carmelo Rifici, Mauro Avogadro. Nel 2011 riceve la segnalazione speciale della giuria al Premio Hystrio alla vocazione. Da qualche anno lavora appassionatamente come regista nell’ambito del teatro ragazzi. Nel 2012 è finalista al Premio Scenario Infanzia con lo spettacolo La fortuna di Phileas, liberamente tratto dal libro illustrato “La grande fabbrica delle parole” di Agnes Delestrade e Valeria Docampo. Nel 2014 vince il Premio Scenario Infanzia con lo spettacolo Fa’afafine–mi chiamo Alex e sono un dinosauro, incentrato sulla vicenda di un “gender fluid child“ e dei suoi genitori. Riceve anche il prestigioso Premio Infogiovani al Festival Internazionale del Teatro di Lugano, e viene segnalato da Krapp’s Last Post tra i dieci migliori spettacoli di teatro ragazzi del 2015, patrocinato da Amnesty International Italia.

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