Residenza 14 - Rima Najdi

DIALOGHI / RESIDENZE DELLE ARTI PERFORMATIVE A VILLA MANIN

Residenza 14
Villa Manin, Spazio Residenze
6-11 aprile 2017 (1a parte)
21-25 luglio 2017 (2a parte)
RIMA NAJDI
(LIB/D)
Think much. Cry much

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Equipe artistica
Rima Najdi, ideazione e realizzazione; Nadine Vollmer, drammaturgia; Farahnaz Hatam & Colin Hacklander, musica e disegno del suono; Maria Kassab, graphic design

Residenza artistica condivisa fra Dialoghi / Residenze delle arti performative a Villa Manin e Centrale Fies in collaborazione con Spielart Festival (DE), Saal Biennale (EE), Bunker (SL), Baltic Circle International Theatre Festival (FI), nel contesto del Progetto Urban Heat co-finanziato dal Programma Creative Europe dell’Unione Europealogo creative eu.jpg

Residenza aperta al pubblico
domenica 23 luglio 2017, ore 21
Parco dell'Esedra di Villa Manin

Think much. Cry much è una performance sonora di tipo partecipativo che mira a coinvolgere il pubblico in una coreografia ispirata da confini e mappe e dalle recenti regole europee sulla migrazione, interrogandosi sugli effetti che possono avere sul corpo. Cos’è quel corpo? Come si muove?

- Mettetevi in fila.
- Tenete una distanza di 50 cm dalla persona davanti a voi.
- Raggiungete la linea gialla.
- Mettetevi sulla linea gialla.
- Alzate il braccio e porgete il quadernetto che tenete in mano alla persona che si trova dietro il vetro.
- Se volete, siate amichevoli e sorridete.
- Non esagerate, però, non diventerete amici.
- Osservate il documento che tenete in mano.
- Controllate che la persona che si trova davanti a voi sia l’intestatario del documento.
- Per farlo potete abbassare la testa per osservare a foto contenuta nel documento, per poi alzarla e guardare la persona davanti a voi.
- Ripetere.
- Ripetere.
- Non sorridere.
- Concentratevi.
- Ripetere.
- Ripetere.
- Ripetere.
- Ripetere.
- Concentratevi. Dovete proteggerci!
- Recatevi al più vicino posto di controllo. E' per la vostra sicurezza.

Rima Najdi è una performer di origine libanese che si esprime tramite performance, video ed installazioni. Il suo lavoro si situa negli spazi intermedi, (ri)negoziandoli: gli spazi tra il sé e l’altro, tra realtà e finzione, tra fisicità ed emozione.
Nel raccontarsi, Najdi dice di parlare “in francese con accento arabo, in inglese con accento francese, e in arabo con accento libanese.” In lavori quali Dress ME how YOU like e GRAPHIC WARNING: It is not ME it is YOU, l’artista si confronta con i modi in cui l’identità è costruita e percepita e in particolare con il vissuto del corpo. Si interessa della vulnerabilità del corpo in relazione a concetti di forte valenza politica quali il genere, l’incolumità, la mobilità e la rappresentazione. La sua pratica artistica produce opere e azioni che indagano gli stereotipi, i limiti della lingua e i confini, sia reali che immaginari.

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