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IMITATIONOFDEATH
/ IMITATIONOFDEATH
Imitationofdeath del duo, contagioso e provocatorio, ricci/forte si ispira agli ardori e allo scandalo evaporati dall’opera dell’autore minimalista americano Chuck Palahniuk. 16 performer in scena con un’inconfondibile, sfrontata, fisica ed erotica energia corale
anno 2012
testo drammaturgia ricci/forte
regia regia Stefano Ricci
interpreti Cinzia Brugnola, Michela Bruni, Barbara Caridi, Chiara Casali, Ramona Genna, Fabio Gomiero, Blanche Konrad, Liliana Laera, Piersten Leirom, Pierre Lucat, Mattia Mele, Silvia Pietta, Andrea Pizzalis, Claudia Salvatore, Giuseppe Sartori, Simon Waldvogel
e... movimenti Marco Angelilli
direzione tecnica Davide Confetto
assistenti regia Liliana Laera, Barbara Caridi, Claudia Salvatore, Ramona Genna
produzione ricci/forte in coproduzione con Romaeuropa Festival / CSS Teatro stabile di innovazione del FVG / Festival delle Colline Torinesi / Centrale Fies






“Ogni giorno subiamo delle piccole morti: compromessi, abdicazioni a ideali che erano in noi fin dall’adolescenza, fallimenti, frustrazioni per rapporti che si concludono, tutte quelle cose che non riescono a farci reagire”. In questo senso, per ricci/forte - tandem dalla penna incandescente, amatissimo da chi si sintonizza su un teatro fisico, di corpi, ma soprattutto di denudamenti emotivi - la vita stessa è “imitazione della morte”.
Imitationofdeath è una creazione in cui ricci /forte, tandem di autori di culto delle nuove generazioni, affrontano con coraggio il tema tabù della morte come chiave di accesso alla vita assieme ad un formidabile ensemble di performer, contagioso e provocatorio. Da un’immersione di oltre un anno nell’universo scostumato dello scrittore Chuck Palahniuk, ricci/forte accendono una gigantesca polveriera immaginando la nascita di un nuovo Stato. Un diagramma sulle contraddizioni dell’Uomo. Oggi, con i suoi crolli e le sue stampelle fisioterapiche d’appoggio. Una mappatura in cui le individualità si sovrappongono con le ossessioni proprie e altrui edificando un alfabeto comune dove, non rintracciando barlumi di autenticità vitale, forse lo sport migliore è “praticare una sana imitazione della Morte”.


Definiti o liquidati come trasgressivi, radicali, cult, camp, trash, kitsch, provocatori, a seconda dei casi, ricci/forte toccano qui un culmine del loro lavoro fisico che spinge Imitationofdeath verso la performance e il teatro-danza, per la musica (dai Pink Floyd a Casadei) e le citazioni cinematografiche (Bertolucci, Fellini) come elemento narrativo, e soprattutto per la loro poetica dei desideri, ansiosi, infelici, erotici, interiori, per il ritratto di una umanità condannata a uccidersi per continuare a spogliarsi di tutto, non solo il corpo, per vivere.
Anna Bandettini, La Repubblica

ricci/forte sono riconosciuti in teatro per il “terrorismo poetico” dei loro spettacoli, che indagano sesso e sessualità, violenze fisiche e psicologiche, consumismi, singole rinascite e collettive solitudini… L’assoluta friabilità del presente, l’assenza di ancore, di obiettivi, sono temi oggi più che mai al centro del loro lavoro.
Laura Zangarini, Corriere della Sera

Perché è chiaro che quelle che portano in scena sono visioni, handicap, dotazioni, fantasmi e sconfitte di tutti, e ha un effetto liberatorio vederle dal vivo, davanti a sé, incarnate, violate, spogliate e rivestite di stracci vintage, da attori che sono atleti fenomenali, del fisico e del cuore…
Gianfranco Capitta, Il Manifesto




Nella complessa radiografia del divino_in_umano di IMITATIONOFDEATH si esplora una direzione, la rintracciabilità della nascita di un nuovo Stato, dove i 16 performer in scena prendono le consegne incarnando un quadro sociale attuale e spiazzante di un popolo - quello italiano senza più odierni baricentri o timoni edonistici - che, privo di qualunque rotta etica, si interroga sul suo nemico più accanito: il tempo presente.

Non esiste più futuro o passato ma solo un ancoraggio alla materialità dei giorni e degli oggetti, pale di crocifissione per un ciclico calvario. 16 supereroi o apprendisti tali, che in spiazzante moltiplicazione d’identità, si avvicendano ogni sera in formazioni diverse all’interno di una “ronde” che non insegue il virtuosismo dei ruoli ma propaga il senso performativo basato sull’esperienza inestimabile intrinseca del Dio Uomo.

Voci di scheletri sbianchiti diventano epitaffi sempre nuovi che ammantano la sostanza del lavoro di continui famelici cambi di prospettiva, erigendo la possibilità di 16 spettacoli difformi (16 variazioni sull’imitazione della morte)  da celebrare, sera dopo sera.

Non esistono repliche in IMITATIONOFDEATH ma solo destini tanatici, quelli dei performer e del pubblico, da resuscitare, riassemblare e rimarginare con ferite continuamente differenti ad ogni nuova cerimonia funebre.

ricci/forte


Un tracciato geoemotico. Un percorso iniziatico sotto l’epidermide di Chuck Palahniuk. Un diagramma sulle contraddizioni dell’Uomo Oggi, con i suoi crolli e le sue stampelle fisioterapiche d’appoggio. Un regno della mediocrità, di rivolta autolesionista, di degenerazione etica che si plasma, si schianta, si erge di nuovo e prende forma attraverso un incessante assaggio della Vita reale e delle sue infinite varianti di sopravvivenza. Una restituzione dickensiana nella sua parabola sociale, illividita dalle luci di un’epoca postindustriale ormai in ginocchio nella quale l’involuzione politica dei nostri Stati Territoriali e l’evoluzione percettiva del nostro Stato Personale scratchano furiosamente.  Fuori dai clichè, perché la frontiera di ognuno non è mai una caricatura quando la si osserva con sguardo lucido e bianchezza di cuore.
Una mappatura in cui le individualità si sovrappongono con le ossessioni proprie e altrui edificando un alfabeto comune: l’ologramma di una simil_esistenza, in un simil_Pianeta Terra dove, non rintracciando barlumi di autenticità vitale, forse lo sport migliore è praticare una sana imitazione della Morte.


ricci/forte
Formatisi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico  e alla New York University, studiano con Edward Albee. Hanno vinto i principali premi di drammaturgia in Italia e rappresentano la scena italiana nei festival e rassegne di tutta Europa.
Nel 2006 va in scena troia’s discount. Nel 2007 vengono invitati dall’Ambasciata di Francia per Face à Face con Olivier Py. Al Festival Internazionale Castel dei Mondi portano metamorpHotel e la prima parte del progetto wunderkammer soap. Nel 2008 debutta 100% furioso. Prodotto dal Teatro di Roma, ploutos (da Aristofane), regia di Massimo Popolizio, ottiene il premio della Critica come miglior testo Biennale Venezia Teatro 2009. macadamia nut brittle debutta al Garofano Verde. In coproduzione col CSS di Udine, presentano pinter’s anatomy. Nel 2010 troilo Vs. cressida (da Shakespeare) è in prima nazionale al Festival dei Due Mondi/Spoleto. Nel 2011 debutta grimmless.

www.ricciforte.com

 

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