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CSS
Teatro stabile
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| / Il principe di Homburg |
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| Mettere in scena oggi Il principe di Homburg di Kleist non è solo ricordare il duecentesimo anno della sua morte, ma significa fare il punto sulla tenuta culturale e umana della poesia di uno tra i più sconvolgenti e contradditori poeti drammatici del passato |
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| testo |
di Heinrich von Kleist traduzione Cesare Lievi |
| regia |
Cesare Lievi drammaturgia Peter Iden |
| interpreti |
personaggi e interpreti Principe elettore del Brandeburgo Stefano Santospago Principessa elettrice Ludovica Modugno Natalia, nipote del principe elettore Maria Alberta Navello Feldmaresciallo Dörflin Emanuele Carucci Viterbi Principe di Homburg, generale di cavalleria Lorenzo Gleijeses Colonnello Kottwitz Graziano Piazza Colonnello di fanteria Hennings Vincenzo Giordano Colonnello di fanteria conte Truchss Franz Cantalupo Conte Hohenzollern Andrea Collavino Capitano di cavalleria von der Goltz Paolo Fagiolo Capitano di cavalleria conte Reuss Vincenzo Giordano |
| scene/luci |
scene Josef Frommwieser disegno luci Gigi Saccomandi |
| musiche |
musiche a cura di Flávio Martins Dos Santos |
| e... |
costumi Marina Luxardo assistente alla regia Idelson Da Silva Costa |
| produzione |
una co-produzione Teatro Nuovo Giovanni da Udine CSS Teatro stabile di innovazione del FVG |
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 Mettere in scena oggi Il principe di Homburg di Kleist non è solo ricordare il duecentesimo anno della sua morte, ma significa fare il punto sulla tenuta culturale e umana della poesia di uno tra i più sconvolgenti e contradditori poeti drammatici del passato. Al di là del prussianesimo di cui è imbevuto, c’è nel suo teatro qualcosa che parla con urgenza allo spettatore d’oggi? E se c’è, in che cosa consiste, e come si articola? La nostra messa in scena vuole rispondere a queste domande e per farlo punteremo non tanto sul dramma di chi si trova dilaniato tra sentimento e legge, libertà e obbedienza, inconscio e norma, ma sulla proposta kleistiana (tutta moderna) di una possibile soluzione: da ogni conflitto si esce grazie a un sogno.
Non importa se è destinato a cedere e crollare sotto il principio di realtà. Questa non è assoluta: in essa si può annidare un altro sogno in grado di metterla in discussione, e così via all’infinito. Senza sogno, senza la sua forza, non c’è vita. In uno spazio neoclassico, sospeso e irreale, dieci attori sempre in scena daranno vita, con la fluidità, la precisione e la vaghezza tipica dei sogni, a una vicenda fortemente drammatica e incalzante, in cui l’immaginazione (e l’inconscio che la determina) si presenta come forza fondamentale per decidere la vita, il suo senso e il suo destino.
Estratti dalla rassegna stampa
Lievi ne ha fatto uno spettacolo volutamente non rivelativo, tutto sospeso in un clima incantato di irrealtà, con la bella scena nuda, neoclassica di Josef Frommwieser, le luci "acquarellose" di Gigi Saccomandi. Anna Bandettini, la Repubblica, 8 aprile 2012
… una bellissima storia, capace di commuovere pienamente lo spettatore di oggi… Gianfranco Capitta, il Manifesto, 16 ottobre 2011
Nella profonda, rivelatrice regia di Cesare Lievi, Il principe di Homburg ci appare come un viaggio interiore, un rito di passaggio e di conoscenza… Maria Grazia Gregori, l’Unità, 29 ottobre 2011
… una delle rare regie che si vedono di questi tempi in grado di tradurre in arte scenica un pensiero eminentemente intellettuale. Marcantonio Lucidi, left, 28 ottobre 2011
Cesare Lievi dà alla fiaba un tono onirico, sospeso, antirealistico, intessuto di immagini splendide. Domenico Rigotti, Avvenire, 15 ottobre 2011
… uno degli spettacoli più alti della stagione. Enrico Groppali, il Giornale, 24 ottobre 2011 |
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