Udine | Teatro Palamostre
30 ottobre 2014 ore  21:00

7 14 21 28

Ingabbiati dentro una sequenza matematica fatta di 7,14,21,28, Antonio Rezza e Flavia Mastrella scompaginano il senso del reale in un vortice di geniali trovate

locandina
anno
2014
testo
Flavia Mastrella, Antonio Rezza
interpreti
con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista
scene/luci
disegno luci Maria Pastore
e...
assistente alla creazione Massimo Camilli
consulente tecnico Mattia Vigo
organizzazione Stefania Saltarelli
produzione
una produzione RezzaMastrella - Fondazione Teatro Piemonte Europa – TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello

30 ottobre 2014 ore 21
Udine, Teatro Palamostre
REZZA MASTRELLA
7 14 21 28


Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato.
Malesseri in doppia cifra che si moltiplicano fino a trasalire: siamo a pochi salti di distanza dalla sottrazione che ci fa sparire.
Oscillazioni e tentennamenti in ideogramma mobile.
Improvvisamente cessa il legame con il passato: corde, reti e lacci tengono in piedi la situazione. Si gioca alla vita in un ideogramma. Il tratto, tradotto in tre dimensioni, sviluppa volumi triangolari diretti verso l’alto che coesistono con linee orizzontali: ma in verticale si muove solo l’uomo.
Qui non si racconta la storiella della buona notte, qui si porge l’altro fianco. Che non è la guancia di chi ha la faccia come il culo sotto. Il fianco non significa se non è trafitto.
Con la gola secca e il corpo in avaria si emette un altro suono.
Fine delle parole.
Inizio della danza macabra.

In un paese allo sbando un Uomo è affascinato dallo spazio che diventa numero.
La particella catastale dell’ingegno porta l’essere animato a fondersi con la civiltà numerica al declino.
Una donna bianca, vestita di rete e di illusione, rimpiange il tempo degli inizi, quando l’amore è solo affanno e poco ancora.
Il non senso civico sfugge a chi governa come bestie questo ammasso di carne alla malora.
Si vota con la gola gonfia delle urla di chi ha votato prima, ci si lascia sovrastare
dall'istituzione che detta convenzione e cancella dignità.
Il sollevatore di pesi solleva se stesso e la famiglia organizzata che sputa fiato su ogni collo alla deriva.
Intanto la cultura si finanzia con i soldi del padrone: il servilismo non ha dote.
Seduti nell'alto dei cieli ad aspettare il Dio mozzo che ci ha fatto a pezzi.
E finalmente i numeri a rendere lo spazio fallace, in balia della cifra che lo schiaccia.
Costretto a ragionare non per logica ma per sottrazione, l’uomo è improvvisamente migliore: sotto di lui non c’è la terra che lo seppellirà ma la tabella di uno spazio mai così confuso.
Che poi si ride è un problema legato alla mercificazione della pelle macellata.
In questo gioco macabro e perverso si affaccia la fiaba allucinata: altro che felici e contenti, qui la nevrosi insegue il capriolo: uno che scappa e l’altro che corre con due gambe che non ne fanno una.
Fossimo zoppi faremmo più paura.
Rezza Mastrella

Flavia Mastrella e Antonio Rezza
sono un tandem artistico fuori dagli schemi - attore e performer lui, artista visiva e scenografa lei - che ha esplorato molte arti e linguaggi espressivi nel segno della ricerca di una comicità originale, visionaria, surreale e quasi apocalittica, che sa raccontare spesso meglio di ogni realismo una cultura in decadenza. Dall'anno del loro incontro, nel 1987, hanno realizzato dodici performance teatrali, infiniti cortometraggi, tre lungometraggi indipendenti, trasmissioni televisive, opere letterarie e set migratori.

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