Udine | Teatro Palamostre
12 gennaio 2013 ore  21:00

Revolution Now!

Revolution Now!, una delle performance più rappresentate nel mondo dal collettivo tedesco-britannico Gob Squad, inscena una sommossa giocosa, intelligente e non violenta occupando uno dei nostri teatri cittadini e coinvolgendo in prima persona il nostro pubblico

locandina
anno
2012
testo
ideazione e interpreti Johanna Freiburg, Sean Patten, Sharon Smith, Berit Stumpf, Sarah Thom, Laura Tonke, Bastian Trost, Simon Will
regia
Gob Squad
scene/luci
coreografia TnT Tatiana and Tamara Saphir
musiche
arrangiamenti e musica dal vivo Christopher Uhe, Masha Qrella
sound design Jeff McGrory
e...
video Miles Chalcraft, Kathrin Krottenthaler
produzione
Gob Squad - Germania/Regno Unito



spettacolo in inglese con traduzione simultanea di alcune parti in diretta

In questi tempi di crisi economica, rivolte in Medio Oriente e occupazioni nel cuore dei distretti finanziari, i media hanno rispolverato il termine “rivoluzione”. Ma è davvero questo il momento giusto per farla, una rivoluzione? Forse le nostre vite sono un po’ troppo “comode” e non siamo pronti a sacrificarle per la causa. E certo la parola “rivoluzionario” ha perso il suo senso da quando è diventato glamour, etichetta per vendere praticamente qualsiasi cosa, dalle rock star alle salviette igieniche. Preso atto di questo, Gob Squad, il collettivo britannico-tedesco più provocatorio del momento, esponente di un teatro che sfida la rappresentazione e il pubblico e li trasferisce direttamente nei “templi” della vita urbana (nelle case, nei centri commerciali, nelle stazioni della metro o direttamente per le strade), ha deciso di metterne almeno in scena una, Revolution Now! Così non ci faremo cogliere impreparati. Il nostro teatro si trasforma per una sera nel ribollente quartier generale di un gruppo di rivoluzionari, collegati in diretta al canale di una piccola emittente tv che trasmette non stop proclami, manifesti, canzoni di rivolta. Perché per una sera sarà “o tutto o niente” e andremo avanti “fino a quando il mondo non sarà pronto a fermarsi e ascoltare”.

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