Uno short play familiare, iniziatico e misterioso interpretato e diretto da Teatrino Giullare.
Dal primo testo di Harold Pinter, Premio Nobel per la letteratura scomparso di recente, un lavoro tragicomico sul senso di “sicurezza” e di “minaccia”, sulla paura di chi si rinchiude in casa per proteggersi dagli altri e dalle ombre degli stranieri.
testo
Harold Pinter traduzione Alessandra Serra
regia
interpretato, diretto e costruito da Teatrino Giullare
e...
scene e maschere Cikuska
produzione
una co-produzione Teatrino Giullare / CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia creata per il progetto Living Things Harold Pinter 2009
Spettacolo finalista Premio Ubu 2010 Miglior Scenografia Teatrino Giullare vincitore Premio Hystrio - Altre Muse 2011
Non vi sono distinzioni nette tra ciò che è reale e ciò che è irreale, né tra quello che è vero e quello che è falso. Una cosa non è necessariamente vera o falsa, può essere sia vera che falsa allo stesso tempo.Harold Pinter
All’interno della finestra di un palazzo di periferia, macchiato dall’ombra di una presenza misteriosa, si svolgono vicende umane di solitudine, insicurezza, pericolo incombente dai risvolti comici ed inquietanti. Prima prova teatrale di Harold Pinter, del 1957, La stanza è un testo prototipo di molti dei temi che dominano l’opera migliore del drammaturgo: una donna chiusa in un appartamento di un oscuro caseggiato e il suo silenzioso marito sentono la loro casa misteriosamente minacciata da presenze enigmatiche, da sospetti e preoccupanti personaggi in stato di guerra psicologico. L’aria della stanza si addensa, si carica di incertezza, di ansia, di violenza. In bilico tra realtà e finzione, tra falso e vero, 2 attori danno vita a 6 personaggi dando modo ai protagonisti di manifestare la propria ambiguità attraverso maschere iperrealistiche in grado di deformarsi e sorprendere, in un vortice di apparizioni che amplifica l’enigma e l’attualità del testo.
Teatrino Giullare - dopo i progetti su Beckett e Bernhard che hanno riscosso grandi consensi di pubblico e ottenuto numerosi riconoscimenti (Premio Nazionale della Critica, Premio Speciale Ubu, Premio della Giuria Mess Festival di Sarajevo) - rivolge lo sguardo al quotidiano, con un lavoro tragicomico sul senso di “sicurezza” e di “minaccia”, sulla paura di chi si rinchiude in casa per proteggersi dagli altri e dalle ombre degli stranieri. La coproduzione La stanza fa incontrare Teatrino Giullare e CSS Teatro stabile di innovazione del FVG in occasione di Living Things - Harold Pinter: formati classici e contemporanei per un maestro del teatro, un Progetto CSS 2009.
Premio Hystrio –Altre Muse a Teatrino Giullare Fondato nel 1995 a Bologna da Giulia Dall’Ongaro ed Enrico Deotti, Teatrino Giullare si è contraddistinto per la volontà di scardinare le tradizionali modalità di rappresentazione. Una ricerca di originalità stilistica evidente fin dal primo spettacolo della compagnia, Alcesti di Euripide, cui sono seguiti lavori tratti da Aristofane (1996), Plauto (1997), dalla Commedia dell’Arte (1998), Shakespeare (2002), ma anche testi composti ex novo, quali Re di bastoni Re di denari (1999) e Fortebraccio contro il cielo (2003). Negli anni, poi, la ricerca teatrale della coppia si è concentrata sull’elaborazione dell’idea di “attore artificiale”, accompagnata dalla sperimentazione di modalità di messa in scena refrattarie al naturalismo. Non a caso, nel 2005, Teatrino Giullare, che riceve il Premio Hystrio-Altre Muse, ha avviato il progetto di sperimentazione L’artificio in scena, che fino a oggi ha prodotto gli allestimenti di Finale di partita, Alla meta, Lotta di negro e cani, La stanza: opere di alcuni “grandi” del Novecento (Beckett, Bernhard, Koltès e Pinter) smontate e ricomposte così da farne risaltare le pieghe più nascoste e profonde. Una ricerca dell’autenticità più intima del testo realizzata, paradossalmente, all’insegna dell’artificiosità più eloquente, che meglio ci fa comprendere non solo il Novecento teatrale ma anche noi stessi.
Uno stratificarsi di elementi che produce un effetto davvero folgorante, capace di valorizzare al massimo l'elusivo linguaggio pinteriano. Renato Palazzi, Delteatro.it
Affascinante. Masolino D'Amico, La Stampa
Con grande fedeltà al testo i due interpreti ne fanno una sorta di favola dei Grimm, crudele certo, ma giustamente ovattata e leggibile da tante prospettive diverse. Gianfranco Capitta, Il Manifesto
I due interpreti, fedeli alla loro poetica e all'uso di oggetti di un originalissimo teatro, spingono su uno straniamento capace di rendere tutto "fuori misura", grazie all'uso di bellissime maschere inquietanti che celano i volti e creano sottili distorsioni sensoriali nello spettatore. Andrea Porcheddu, Delteatro.it
Uno spettacolo affascinante. Magda Poli, Corriere della Sera
Un universo terremotato per raccontarci la violenza quotidiana di esseri mostruosi, resa reale paradossalmente da gesti astratti, da una recitazione straniata che lascia il segno. Maria Grazia Gregori, Delteatro.it
Una maturità espressiva intensa e virtuosistica insieme, in una lingua teatrale capace di evocare, inquietare, sorprendere. Massimo Marino, Corriere della Sera (Bologna)
Imperdibile e assai stimolante. Mario Brandolin, Messaggero Veneto
Ottima prova che esalta con maestria la densità di contraddizioni, tensioni e allusioni attraverso una raffinata messinscena. Alberto Rochira, Il Piccolo
Ancora una grande prova attoriale, rigorosa, leggera pastello, complice, anche divertente, seppur nel dramma. Tommaso Chimenti, Scanner
Il virtuoso trasformarsi dei due attori-registi conquista e diverte [...] e sa svelare il senso profondo del testo. Simona Spaventa, La Repubblica (Milano)
Quello di Teatrino Giullare è alto e originalissimo artigianato scenico capace, attraverso atmosfere enigmatiche ed evocative, di suggerire con impressionante efficacia quelle inquietudini pinteriane fatte di chiacchiere apparentemente innocue. Claudia Cannella, Corriere della Sera (Milano)
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