abbiamo percepito periodonero prima che fosse sui giornali. abbiamo sentito sbriciolarsi quei pochi interessi comuni residui, a favore di un comodo adattamento al brutto. abbiamo immaginato ombre nere che vanno a costituire un mondo inventato dove viviamo, che disegnano un cartone animato senza scala di grigi dove va tutto storto, dove siamo massa mentre ci crediamo protagonisti, dove la nostra azione, all'interno di un mondo che va per la sua strada, risulta quasi lirica nella sua disperata inutilità. abbiamo pensato che lo schermo, rettangolare e illuminato di bianco, altro non è che un’architettura astratta e razionalista, fatta apposta per contenere le nostre ombre nere, nate per sottrarre la luce, per essere il periodonero. nulla di catastrofico, nulla di veramente triste. periodonero ti aspetta fuori di qui.
una pagina bianca. questa è la partenza del mio pensiero rispetto al nero. un corpo semplice, rettangolare, piatto e luminoso, uno spazio da aggredire con forme nere. esattamente come la partenza di questo scritto. una pagina. bianca. lo stato delle cose al puro inizio, prima dei fatti, prima della visione, prima di qualsiasi parola; questa è la superficie nuova ed inesplorata per cosmesi, una parete di luce, uno schermo per retroproiezione, uno spazio che è puro concetto. questa volta il contenitore abituale dei nostri lavori si schiaccia, perdendo ogni profondità, diventando questa pagina bianca, con i segni di accadimenti e momenti neri. il corpo non è più ridotto a convivere all’interno della struttura fisica ma si scioglie in una serie di rappresentazioni stilizzate al limite tra il videogame ed il cartone animato. come se fosse una nuvola di pioggia che passa, o uno spartito musicale di note basse che viene sfogliato, o una gallina che attraversa la strada trafficata, periodonero scorre davanti ai nostri occhi invitando ogni sfortuna e fallimento. il susseguirsi degli eventi negativi, non imputabili a negligenze o colpe, si presentano sullo schermo disegnando una serie di sventure piccole e grandi, in una sequenza di tendine grafiche. il negativo, in senso astratto ed in senso letterale, accompagna le riflessioni verso la totale svalutazione, verso un basso profilo, verso tutto ciò che è sfavorito. in uno spazio ed in un tempo rappresentato con uno schermo, non molto lontano da questa era, periodonero si propone come spettacolo stragista, dove ogni cosa, se può andare, andrà storta perché ogni elemento, essendo nero, è negativo. e buon divertimento allora ........................................................................
Cosmesi _ Eva Geatti e Nicola Toffolini www.cosmesicosmesicosmesi.org
Nella primavera 2009 Cosmesi ha iniziato una residenza creativa a Udine allo Spazio Teatro Capannone ospite del CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, che da quest’anno e fino al 2011 affianca questa compagnia emergente nel suo percorso produttivo, a partire da Periodonero, di cui il CSS è co-produttore assieme a Centrale Fies, promotrice del Festival Drodesera, dove lo spettacolo ha debuttato in prima assoluta il 27 luglio. Cosmesi si costituisce come gruppo di ricerca nel 2001. Eva Geatti si forma come performer lavorando con compagnie teatrali già affermate nella ricerca, come Motus, Teatrino Clandestino e Masque Teatro. Nicola Toffolini indaga diversi aspetti dell’arte, allestisce esposizioni personali e collettive, e contamina la ricerca teatrale con le competenze acquisite negli ambiti del design o del disegno. Nel 2003 Cosmesi presenta il suo primo lavoro, Avvisaglie di un cedimento strutturale. Seguono negli anni successivi opere diverse, studi, site specific, performance e nuovi progetti teatrali, come Bionda I interno 5, Prove di condizionamento per il Premio Scenario, Mi spengo in assenza di mezzi, anch’esso ospitato a Udine per Teatro Contatto nel 2007, spettacolo immerso nel buio in forma di contestazione contro il disinteresse delle istituzioni verso il teatro contemporaneo. Fra le ultime performance c’è Cumulonembi alla mia porta, mentre nel 2008 Cosmesi presenta a Santarcangelo e a Mittelfest Lo sfarzo nella tempesta, dove la compagnia declina in forma sicura e personale il suo rapporto con lo spazio scenico autonomo creato, le macchine, l’uso del suono che disegna paesaggi acustici, l’azione di due performer.
NEROep per la prosecuzione del progetto Periodonero Cosmesi prova a confrontarsi con Rotorvator in una nuova produzione CSS che debutterà al Festival Santarcangelo Dei Teatri 2010
... nello spazio bidimensionale dello schermo immagini di silhouette nere entrano in marcia, mondi cartoon decadenti prendono vita, mentre la performer Eva Geatti guadagna la scena e alterna la sua presenza abitando come ombra fra le ombre lo schermo o, al contrario, tentando di trasportare sul palco i rimasugli di quel mondo bidimensionale. Figurina nera, la performer, istaura un rapporto con le figure animate che appaiono sullo schermo: soldati in marcia, masse di uomini in protesta, piccoli uccellini uccisi a fucilate, sagome di corpi neri che cadono a terra mentre fiori mossi dal vento divengono croci e mostri-ombra inghiottono la figura della Geatti. (...) Matteo Antonaci, Teatroteatro.it
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Diario del CSS da Drodesera Fies: www.cssudine.it/blogs/eventi
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