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CSS
Teatro stabile
di innovazione
del Friuli Venezia Giulia
via Crispi 65
33100 Udine
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fax +39 0432 504 448
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| / Rosso Malpelo |
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| Malpelo è l’emarginato, l’escluso, ma diventa il “capro espiatorio”: quello senza diritti, quello contro cui è lecita ogni violenza, quello che non si ribella al ruolo che gli viene assegnato, e anzi lo vive, lo esercita contro altri perché è l’unico modo per sopravvivere. |
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| regia |
Francesco Accomando |
| interpreti |
Francesco Accomando |
| produzione |
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG |
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Nell’interpretazione della novella si vuole restituire l’integrità del testo verghiano seppure con alcuni aggiustamenti su alcune espressioni desuete, mantenendo e addirittura accentuando in alcuni punti, con l’uso della voce, tracce e vocaboli della matrice linguistica siciliana. Ma nel raccontare si vogliono quasi strappare le pagine di Verga alla dimensione storico-letteraria e attraverso una recitazione realistica riportare le parole al parlato di oggi. Non si vuole raccontare un periodo storico, una realtà regionale, quanto piuttosto una storia fuori dal tempo valida per ogni tempo. Vari sono i temi dell’opera; si è deciso di porre maggiore attenzione a quelli che possono risultare più “necessari”, più sentiti da un pubblico di adolescenti, oggi, per tratteggiare una condizione esistenziale universale.
Il tema del diverso e della violenza, prima di tutto. Malpelo è l’emarginato, l’escluso, ma diventa il “capro espiatorio”: quello senza diritti, quello contro cui è lecita ogni violenza, quello che non si ribella al ruolo che gli viene assegnato, e anzi lo vive, lo esercita contro altri – siano Ranocchio o l’asino - perché è l’unico modo per sopravvivere, fino al gesto estremo di rivolgere questa violenza verso se stesso nell’atto quasi eroico del finale.
Il tema dell’ambiente ostile e della mancanza degli affetti. Malpelo è bollato, segnato a dito, da un ambiente che gli diventa ostile. Diventa Malpelo perché il mondo superstizioso in cui gli capita di vivere, pieno di preconcetti, che cerca etichette e bersagli, colpevoli e streghe, vuole così. Un mondo che Verga ritrae in forma apparentemente corale, ma in realtà è popolato di solitudini tutte rivolte e concentrate su Malpelo. Le rare relazioni tra gli altri personaggi sono impossibili, o restano solo una memoria o sono addirittura spezzate dalla violenza. Un mondo dove non c’è solidarietà tra gli essere umani, dove non c’è più speranza per i legami neanche nell’ambito strettamente familiare. Colpisce la riflessione di alcuni giovani lettori: “Malpelo in fondo è buono, sono gli altri che lo fanno diventare così”. Non sapremo mai il vero nome di Malpelo, Verga non ce lo dice, e in fondo va bene così. Malpelo non è nessuno ed è tutti noi.
Da realizzarsi in un’aula scolastica per un massimo di 60 spettatori alla volta.
Francesco Accomando si è diplomato attore nel 1989, ha fatto teatro con Nico Pepe, Giuseppe Bevilacqua, Rita Maffei, Fabiano Fantini, Elio De Capitani, Massimo Navone, Alessandro Marinuzzi, Letizia Quintavalla, Bruno Stori, Cesare Lievi, Antonio Syxty, Gigi Dall’Aglio e tanti altri. Da anni conduce laboratori con insegnanti, bambini, ragazzi, giovani e adulti, diversabili, detenuti. Collabora con compagnie di teatro di base. E’ l’ideatore e il referente artistico del progetto di teatro per le nuove generazioni del CSS Teatro stabile d’innovazione del FVG.
durata: 50 minuti / linguaggio: teatro d’attore 14>18 anni - scuola secondaria di II grado
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