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Lina
quella che fa brutti sogni
/ Lina
quella che fa brutti sogni
Lina di Massimo Salvianti, testo vincitore del Premio ExtraCandoni 2007, interpretato da Fulvia Carotenuto, con la regia di Pierpaolo Sepe.
anno 2008
testo Massimo Salvianti
regia Pierpaolo Sepe
interpreti Fulvia Carotenuto, Irma Ciaramella, Emanuela Lumare, Andrea Manzalini, Marco Natalucci
scene/luci scene Daniele Spisa
luci Vincenzo Alterini
e... costumi Giuliana Colzi
regista assistente Fabiana Iacozzilli
direzione tecnica Irene Innocenti
materiale elettrico Watt Studio
organizzazione Costanza Gaeta, Tiziana Ringressi
amministrazione Valentina Strambi
produzione una produzione Arca Azzurra Teatro/Teatro Eliseo/Nuovo Teatro Nuovo, con il sostegno di CSS Teatro stabile di innovazione del FVG/Teatro Kismet OperA/Mittelfest 2008
un progetto ExtraCandoni, teatri in rete per la nuova promozione, la produzione, la diffusione della nuova drammaturgia
produttore esecutivo Arca Azzurra Teatro www.arca-azzurra.it

testo vincitore Premio ExtraCandoni 2007
e Premio Vallecorsi 2006
 

Lina è una storia inventata, un piccolo mistero, un delitto, una colpa rimossa. Lina ha ucciso un uomo, inspiegabilmente, improvvisamente. Lina da trent’anni è in un istituto psichiatrico. Lina fa brutti sogni ma finora non importava niente a nessuno. Ora invece le si chiede di raccontarli, di interpretarli, di guardare in fondo al pozzo nero dal quale emergono. Lina non vuole, oppure si, Lina fa resistenza, ma poi si lascia guidare, si arrende e lentamente raggiunge il fondo di quel pozzo insieme a noi.
Lina è nato da solo, si è fatto da sé, strada facendo, una parola, una battuta, una scena dopo l’altra. É la verità, nessun progetto, nessuna istanza sociale, politica, umana, artistica è responsabile della sua scrittura anche se  dentro, una volta finito il testo, ho ritrovato umanità e politica e tutto il mondo che conosco. Non mi ha ispirato, come altre volte era successo, un fatto di cronaca, un episodio autobiografico, una cosa sentita dire, un’emozione  proveniente da un’immagine, da una storia.
Prima è nato il personaggio, Lina, quasi autonomo, una persona vera, una donna forte e tragica come ce ne sono nella vita e sui palcoscenici, poi è nato il resto, il contesto e la vicenda.
A posteriori posso dire che forse dentro ci sono le mie esperienze di animatore e teatrante in carceri e istituti per anziani, ma è una  cosa che dico adesso, cioè “dopo”.
Anche la storia, il mistero, i luoghi del dramma, i personaggi che ruotano accanto alla protagonista le sono nati intorno perché lei ne richiedeva la presenza e per una volta, per l’autore non è stato un lavoro difficile da svolgere.
Massimo Salvianti


vai al Progetto ExtraCandoni
vai al Progetto ExtraCandoni 2007 - Udine


Note di regia
di Pierpaolo Sepe

La rimozione è uno stadio preliminare della condanna, qualcosa che sta a metà tra la fuga e la condanna.
Sigmund Freud

E’ necessario rimuovere ciò che non si è in grado di affrontare.
E’ inevitabile.
La rimozione del dolore più grande.
Dell’orrore spaventoso e indicibile.
Fuggire lontano dal ricordo, rincorsi da coloro che vorrebbero aiutarci ma che, ai nostri occhi disperati, non sembrano altro che mostri orrendi che cercano di estorcerci verità inaudite, ignobili.
Uno spazio di quiete.
Un silenzio senza domande e senza risposte.
Bisogna difenderlo con i denti.
Non deve entrare nessuno.
Che si fottano!
La loro pruriginosa curiosità da pettegole non verrà mai soddisfatta.
Non vi faremo entrare.
E perchè dovremmo?
Cosa ci offrite in cambio?
La verità?
E che dovremmo farcene della verità?
La verità alle volte è brutta al punto da non volerla più.
E’ brutta come lo stridere del ferro sul vetro.
Molto meglio se ce ne restiamo qui a lasciarci consumare dal tempo.
Il mio corpo si decomporrà comunque.
Non ci sarà bisogno della verità.
E allora molto meglio un po’ di quiete.
E allora molto meglio fingere.
Un giorno finirà comunque.
E ce ne andremo col nostro segreto in un posto migliore di questo.
Dove non ci sarà bisogno di tutta questa sofferenza.
Saremo liberi di sorridere, allora.
E il sorriso renderà buffi i nostri volti.
Come quando da bambini tutto sembrava un gioco bellissimo.
E sembrava non dovesse finire mai.
E che tutti sarebbero stati felici.
Quel giorno saremo liberi.
E forse saremo capaci di volerci bene un po’ di più.
Pierpaolo Sepe

 

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