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/ Canto per Falluja
Canto per Falluja nasce dalla tenace volontà di Simona Torretta che, con l’associazione Un ponte per..., dopo la drammatica esperienza del suo sequestro a Baghdad, ha voluto accompagnare Francesco Niccolini, Roberta Biagiarelli e la regista Rita Maffei alla ricerca delle storie, delle parole, dei volti e delle emozioni di chi ha vissuto sulla propria pelle i terribili momenti dell’assedio e dell’occupazione della città di Falluja.
anno 2008
testo Francesco Niccolini
regia adattamento e regia Rita Maffei
interpreti Roberta Biagiarelli, Paolo Fagiolo, Adriana Vasques
scene/luci scene Luigina Tusini
e... assistente alla regia Erika Antonelli
sartoria Cristina Moret
il brano Canto per Falluja è composto e arrangiato da Adriana Vasques
produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
Associazione Un ponte per...

spettacolo vincitore del Premio Enriquez 2009
 
La vicenda di Canto per Falluja è ambientata in una casa della città irachena a 50 km a ovest di Baghdad, nell’arco di una notte nel novembre 2004. Durante l’assedio delle forze della coalizione occidentale, un soldato USA vittima di un’imboscata e unico superstite del suo reparto ripara in una casa nella città semideserta e tiene una donna irachena sotto la minaccia delle armi. Costretti dalla situazione, i due riescono a poco a poco a scambiarsi ragioni, ricordi e posizioni su una guerra devastante, sul passato recente dell’Irak come sulla realtà sociale dell’America in recessione che marcia sul mito della guerra al terrorismo, su Saddam come sull’uso genocida delle bombe al fosforo. In scena un trio di attori per tre personaggi – la donna, il soldato e un angelo – diretti con sguardo sensibile e preciso da Rita Maffei in un nuovo impegno di teatro civile.

Canto per Falluja nasce dalla tenace volontà di Simona Torretta che, dopo la drammatica esperienza del suo sequestro a Baghdad, continua a lavorare con l’associazione Un ponte per... per aiutare gli iracheni profughi ad Amman, in Giordania.
Proprio tra quel milione di iracheni, Simona ha voluto accompagnare Francesco Niccolini e Roberta Biagiarelli alla ricerca delle storie, delle parole, dei volti e delle emozioni di chi ha vissuto sulla propria pelle i terribili momenti dell’assedio e dell’occupazione della città di Falluja, tragicamente nota anche per essere stata colpita dalle bombe al fosforo.
Dopo un lungo e attento lavoro di ricerca Francesco Niccolini ha composto un testo che si stacca da un’opera di denuncia civile, per raccontare la vicenda di Falluja attraverso il disgraziato incontro tra un marine statunitense e una donna irachena, personaggi di una tragedia contemporanea in cui riecheggiano il mito e la poesia.
La vicenda è ambientata in una casa di Falluja, a 50 km a ovest di Baghdad, nell’arco di una notte del novembre 2004.
Sono avvenimenti così vicini a noi, nel tempo e nello spazio, che ci sembra difficile riuscire ad avere la lucidità e la distanza per poterli raccontare.
Sono talmente forti le immagini che ci inseguono dai giornali, dalle televisioni, dai siti internet a raccontarci l’orrore di questa guerra mai finita, che non possiamo far altro che narrarla, che evocarne le atrocità attraverso la parola, come nelle tragedie greche, quando potevano essere solo narrate dal messaggero.
Ma questo racconto, sfuggendo il rischio della mera denuncia giornalistica, ha due facce, come due sono i personaggi, come due sono le parti del mondo che qui si incontrano, nei diversi punti di vista su di un' unica tragedia, e accanto ai fatti prendono posto le emozioni, la poesia.
Le contraddizioni a cui assistiamo non trovano risposta, se non nella cecità dei suoi protagonisti, quelli in scena e quelli che hanno portato a questo ennesimo massacro.
Proprio nei giorni in cui Francesco e Simona mi coinvolgevano assieme al CSS in questo progetto, ero in Iran, dove stavo mettendo in scena, con Gigi Dall’Aglio e attori iraniani, Cecità di José Saramago.
Lavorando a Canto per Falluja mi torna spesso in mente il paradosso di Saramago quando racconta di un mondo di ciechi, del nostro mondo contemporaneo - Occidente od Oriente che sia - e mi tornano in mente i volti dei tanti profughi iracheni che ho incontrato all’ufficio visti di Teheran, distrutti e sorridenti nella speranza di trovare scampo in quella terra.
La donna irachena con la benda sugli occhi e il marine statunitense del testo di Niccolini ci danno l’occasione per ascoltare una storia che fa rabbrividire, nel corso di una lunga notte surreale, in cui le nostre paure e le nostre speranze si scontrano in un destino tragico, in un dialogo impossibile.

Rita Maffei


FRANCESCO NICCOLINI da molti anni lavora, studia e scrive e pubblica testi e spettacoli teatrali collaborando con importanti personalità e compagnie italiane, all’insegna di un teatro civile e di memoria storica e sociale: fra i principali, sicuramente va citato Marco Paolini, con cui ha realizzato Il Milione, Appunti Foresti, Parlamento chimico. Storie di plastica, la versione televisiva del Vajont e i racconti del Teatro civico di Report per RAI3.  Ha scritto inoltre spettacoli per Sandro Lombardi (Via Crucis), Marion d’Amburgo (Grimmm), Massimo Schuster (Mahabharata, Il grande racconto indiano, Roncisvalle!), Antonio Catalano (Papalagi), Enzo Toma e Koreja (Mangiadisk), Roberto Citran  (Il campo della gloria), Giorgio Rossi (Spara alla pioggia), Anna Meacci (Bignami; Stupidi e banditi), Laura Curino (Il pranzo di Babette), Roberto Abbiati (The Clown Shakespeare Company, Il viaggio di Girafe), Mario Martone, Angela Finocchiaro, Giuseppe Cederna, Roberta Biagiarelli e per Banda Osiris.


Il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG ha ricevuto dal Centro Studi Drammaturgici Internazionali Franco Enriquez Sirolo il Premio Franco Enriquez 2009 per lo spettacolo Canto per Falluja riconosciuto quale migliore produzione per un teatro e una comunicazione di impegno civile, con la seguente motivazione: “per aver voluto produrre uno spettacolo che voleva raccontare la storia di una guerra ingiusta, dura e spietata, per aver voluto narrare l'assedio di Falluja attraverso l'incontro di due personaggi un soldato americano e una donna irachena tenuta in ostaggio, costretti dalla contingenza a scambiarsi ragioni, ricordi. I due rappresentano l'incontro-scontro di due diversi punti di vista, entrambi rappresentano i personaggi di una tragedia contemporanea nella quale si avvertono il senso del mito e della poesia. Grazie per averci regalato questo bellissimo esempio di Teatro Civile”.


Intervista di Fabio Fazio a Simona Torretta a Che tempo che fa, RaiTre, 29 marzo 2008
Simona Torretta, capo-missione di Un ponte per..., a Baghdad dal 1994, sequestrata nel 2004 con Simona Pari da un commando armato per 21 giorni, nell'anteprima di Che tempo che fa presenta Angeli distratti. Falluja: aprendo le porte dell’inferno, film di Gianluca Arcopinto di cui è autrice e che ricorda la battaglia e la distruzione della città sull’Eufrate, nel novembre 2004 e, più in generale, la guerra ancora in atto in Iraq. Simona Torretta presenta anche lo spettacolo Canto per Falluja, prodotto dal CSS.

sito di Francesco Niccolini www.francesconiccolini.it
sito di Roberta Biagiarelli www.babelia.org

 

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