Home martedì, 7 febbraio 2012 - 05.58
english vesrion
CSS
Teatro stabile
di innovazione
del Friuli Venezia Giulia
via Crispi 65
33100 Udine

tel +39 0432 504 765
fax +39 0432 504 448
info@cssudine.it
Iscriviti alla
Newsletter

CSS è social

facebook flickr youtube twitter
 
Altre risorse per :
La caccia
/ La caccia
Luigi Lo Cascio e il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG si ritrovano nella condivisione di un nuovo percorso di produzione teatrale, La caccia, liberamente ispirato a Baccanti di Euripide.
anno 2008
testo di Luigi Lo Cascio
liberamente ispirato a Baccanti di Euripide
uno spettacolo ideato da Nicola Console, Luigi Lo Cascio, Alice Mangano, Desideria Rayner
regia Luigi Lo Cascio
interpreti Luigi Lo Cascio e Pietro Rosa
scene/luci scene e art direction Alice Mangano
scene e disegni Nicola Console
disegno luci Stefano Mazzanti
musiche musiche originali Andrea Rocca
ideazione sonora Mauro Forte
e... suoni e montaggio video Desideria Rayner
assistente alla regia Marco Serafino Cecchi
direttore della fotografia Marianne Boutrit
proiezioni video Franco Duranti
produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
spettacolo vincitore del Biglietto d’oro per il teatro 2008
 


La caccia è uno spettacolo ispirato a Baccanti di Euripide. Sbalzata fuori dal resto degli accadimenti, la trama mette in primo piano l’esperienza particolare del tiranno di Tebe Penteo, la sua decisione di estromettere Dioniso dalla città e la smisurata punizione del dio. Dioniso annebbierà infatti le facoltà mentali del sovrano, per condurlo a una enorme disfatta. In una scena su cui si proiettano le animazioni create da Nicola Console, Luigi Lo Cascio interpreta con grande intensità il caleidoscopio di stati d’animo di Penteo, la sua notte di tormenti e rivelazioni, un uomo rimasto solo e visitato solo da fantasmi che danno forma alle sue allucinazioni.
Con La caccia Luigi Lo Cascio e il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG si ritrovano nella condivisione di un nuovo percorso di produzione teatrale. Risale a dodici anni fa la prima avventura scenica ispirata alle tragedie di Euripide che aveva portato Luigi Lo Cascio a pensare e a comporre Verso Tebe, una scrittura teatrale pensata e realizzata assieme ad alcuni attori e amici della compagnia del CSS: Gabriele Benedetti, Alessio Boni, Pietro Faiella, Fabiano Fantini, Rita Maffei, Liliana Massari, Sabrina Pelican, Sandra Toffolatti, incarnavano assieme a lui gli stralunati compagni di Cadmo alla ricerca del luogo ideale dove far sorgere la città di Tebe, nella bella ambientazione del parco dell’Università illuminato alla luce delle torce nel centro storico di Udine. L’anno prima molti di loro avevano già condiviso con Luigi la genesi del Labirinto di Orfeo, una drammaturgia collettiva pensata per coinvolgere un unico spettatore al centro di un percorso teatrale dall’intensa dimensione sensoriale ed emotiva. Nel 1998 Lo Cascio sarà fra i tre protagonisti (assieme a Rita Maffei e Emanuele Carucci Viterbi) di una scrittura originale di Giuliano Scabia, Gloria del teatro immaginario, con cui si concludeva una trilogia produttiva del CSS sulla scrittura dell’autore toscano. La felice rivelazione di Lo Cascio fra i nuovi volti del cinema italiano e i meritati successi che ne sono seguiti, hanno interrotto temporaneamente quel nostro comune percorso che oggi trova però una nuova occasione – intensamente voluta e ricercata da entrambe le parti – per riportare questo artista a esprimere nuovamente la sua passione e il suo impegno verso il teatro.


La caccia è un tentativo di variazione su uno degli innumerevoli motivi che compongono “Baccanti” di Euripide. Si è scelto questo argomento, non soltanto perché l’attività e la metafora della caccia sono molto presenti in quel testo per alludere al meccanismo dello scontro tra persecutore e preda e al capovolgimento tragico nei rapporti di forza tra le due figure (lo stesso Dioniso, tra gli infiniti nomi e appellativi, è anche chiamato Zagreus, nel senso di Bacco cacciatore). Ma anche perché la caccia è qualcosa che rimanda immediatamente alle pratiche che si mettono in campo per circoscrivere l’enigma di questa tragedia. La caccia rappresenta il desiderio di accerchiare, stanare, catturare, proprio quell’entità che per eccellenza è inafferrabile: Dioniso, coi suoi tratti ambigui di gioiosità e di annientamento. Le difficoltà e le contraddizioni a cui si perviene volendo centrare una volta e per tutte il bersaglio non verranno occultate. Dioniso, che non si lascerà acchiappare, di fatto non compare sulla scena. Ne dedurremo l’azione dagli effetti che produce in particolare su Penteo, il quale inizialmente contrasta il dio, salvo poi rimanere irretito da quella stessa sostanza sfuggente che ha provocato in lui tanto scompiglio.
La caccia a Dioniso verrà data anche, su un altro versante, da un personaggio che apparirà più volte nel corso dello spettacolo: uno studioso del mondo greco. Il suo modo di agguantare l’essenza del testo in esame vorrebbe fondarsi sulle promesse di chiarimento che derivano da stratagemmi di natura critica e dal trattamento della materia mitica con espedienti legati alla scienza dell’erudizione.
Ma non è detto che la questione venga effettivamente esaurita soltanto tra le trame, per quanto suggestive, dei concetti che infittiscono le pagine dei commentari. Dioniso non appare, non si dà alla vista né degli adepti, né degli oppositori. E anche il suo corredo di emblemi ed attributi rischia di sopravvivere solo nel registro degradato del feticcio, della merce, dell’immagine seduttiva che solo per qualche istante fa balenare l’illusione di un compiuto appagamento. Così gli antichi cori cedono il passo ai ‘coroselli’. Al posto della voce della comunità che si compatta per risolvere un problema, per richiamare a una norma o per proporre un’etica condivisa, prende corpo un monito impersonale e mortifero che s’inoltra e frammenta la narrazione per imporre un oggetto di consumo.
Tormentato da una fortissima inquietudine, Penteo vorrà vedere a tutti i costi le donne che danzano sul monte Citerone. Una sua soggettiva, dunque, che ci permette di seguire passo passo l’annebbiamento e la distorsione dello sguardo a cui va incontro in seguito alla febbre che lo spinge ad osservare da vicino le baccanti. Le immagini proiettate sopra una lavagna attribuiscono così una certa evidenza alla realtà di quelle disfunzioni della visione (vertigini, allucinazioni, sdoppiamenti, sfocature) che altrimenti potremmo giudicare come semplici suggestioni senza oggetto. Le facoltà percettive di Penteo saranno infine compiutamente compromesse nell’istante in cui avverrà il ribaltamento, da cacciatore che guarda, a preda che viene guardata.


Vai al sito la Repubblica.it TV - Luigi Lo Cascio, 14 marzo 2008, conduce Laura Pertici

Vai al sito la Repubblica.it TV - Luigi Lo Cascio, 20 marzo 2009, conduce Rodolfo Di Giammarco
 

CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia via Crispi 65  Udine 33100 - PI 00805820305 - posta elettronica certificata

web agency