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| / Tra gli infiniti punti di un segmento |
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| Cesare Lievi prosegue la sua linea di lavoro su un teatro totale, di parola, immagine, musica, fortemente emotivo
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| regia |
testo e regia Cesare Lievi |
| interpreti |
Emanuele Carucci Viterbi, Cristiano Azzolin, Pietro Faiella, Stefano Mazzanti, Silvia Filippini, Giuseppina Zanini, Valeria Ferremi |
| scene/luci |
scene Josef Frommwieser luci Gigi Saccomandi |
| e... |
costumi Valeria Ferremi movimenti coreografici Daniela Schiavone |
| produzione |
Centro Servizi e Spettacoli di Udine, Comune di Udine, in collaborazione con Teatro dell'Acqua
Premio Biglietto d'oro AGIS-Minerva per la ricerca teatrale XI Edizione 1995 |
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È la seconda vicenda produttiva che affrontiamo insieme a Cesare Lievi. Il riallestimento del Barbablù nell'estate del 1992 in collaborazione con il Mittelfest, otto anni dopo la sua presentazione alla Biennale Teatro di Venezia, aveva significato non solo la possibilità per un pubblico più vasto di seguire uno degli spettacoli forse più belli prodotti dal teatro di ricerca italiano, ma anche di riportare in Italia una regia di Cesare Lievi, dopo sei anni di pieno e impegnativo lavoro tra Vienna, Amburgo, Zurigo e Berlino, tra prosa e opera lirica. Questo nuovo spettacolo, che prosegue la linea di lavoro di Cesare Lievi su un teatro totale, di parola, immagine, musica, fortemente emotivo, è una naturale conseguenza del Barbablù, ma con uno scarto fondamentale che è dato dalla scrittura, dura e incisiva, ironica e agghiacciante, elemento ulteriore di emozione che solca profondamente l'anima dello spettacolo. Una scrittura drammaturgica che Cesare Lievi ha operato parallelamente alla creazione dello spettacolo, direttamente costruita sugli attori (così come è già avvenuto e avverrà per altre produzioni del CSS), riprendendo un'arte purtroppo quasi del tutto persa nel teatro in Italia, eppure a nostro parere veramente fondamentale per l'evoluzione e la crescita di una scrittura teatrale ora troppo spesso distaccata dalla messa in scena. L'allestimento di Tra gli infiniti punti di un segmento racchiude tutti gli elementi necessari alla definizione di ricerca teatrale, che per il CSS comprende in maniera determinante anche i modi di produzione: una libertà creativa totale, un tempo di produzione legato alle esigenze di creazione, una scrittura drammaturgica costruita sugli attori; ma anche un teatro delle emozioni, capace di inserirsi nelle dinamiche intime dell'anima.
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