Il giorno della pace

Francesco Accomando sceglie la Pace di Aristofane come «pretesto drammaturgico» dettato da una sollecitazione proveniente dai drammatici avvenimenti della scena internazionale

locandina
anno
1992
testo
drammaturgia Francesco Accomando
regia
Francesco Accomando
interpreti
Giuseppe Dell'Utri, Primo Petris, Massimo Teruzzi
scene/luci
scene Andrea Stanisci
musiche
Raffaele Scognamiglio
e...
costumi Andrea Stanisci
produzione
Centro Servizi e Spettacoli di Udine, Comune di Udine, Solari Spa

Chiuso il ciclo biennale di produzioni sulla Materia di Bretagna, il lavoro di quest'anno rappresenta un «momento» di transizione in vista di un nuovo progetto a lungo termine riguardante il mito. La scelta della «Pace» di Aristofane come «pretesto drammaturgico» è stata dettata da una sollecitazione proveniente dai drammatici avvenimenti della scena internazionale, dall'esigenza di confronto con uno dei massimi autori del repertorio drammatico classico di tutti i tempi e infine dalla riconferma di una scelta artistica nell'ambito del genere comico - fiabesco - fantastico.

LA TRAMA
Preso dalla disperazione a causa degli effetti che il perdurare della guerra produce sulla sua situazione familiare, Trigeo, taverniere di Atenen, nonostante i tentativi di dissuasione operati dalle figlie e dai servi, decide di raggiungere l'Olimpo a cavallo di uno scarabeo alato per portare di persona le sue lamentele al cospetto degli dèi.
Arrivato al palazzo di Zeus apprende da Ermes che tutti gli dèi sono partiti lasciando il destino degli uomini nelle mani di Guerra che dopo aver rinchiuso Pace in una profonda caverna, si appresta a distruggere la terra con un micidiale pestello.
Approfittando dei preparativi di Guerra, Trigeo raggiunge la caverna e, aiutato da due pacifisti, tenta di spostare il masso che chiude l'entrata. Nel bel mezzo del lavoro il gruppetto viene sorpreso da Guerra che...

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