Progetti di Teatro Partecipato

Rita Maffei

locandina
anno
2020


L’esperienza del Teatro partecipato è una costante della progettualità del CSS.
In oltre vent’anni abbiamo aperto di frequente i nostri cantieri di produzione alla cittadinanza, a gruppi di spettatori e a particolari comunità (giovani e studenti, associazioni culturali, detenuti, dipartimenti di salute mentale, over 65), a partecipanti a laboratori artistici, fatto incontrare professionisti e appassionati di teatro contemporaneo, fatto crescere consapevolezze e partecipazioni attive fra i tanti pubblici che si avvicinano alla nostra proposta culturale.
Rita Maffei, in particolare, si è dedicata in questi ultimi anni a diversi progetti di teatro partecipato, a Udine, con cittadini di ogni età, dagli 11 ai 77 anni, donne e uomini di diverse esperienze, e con rifugiati e richiedenti asilo per la Fondazione Città della pace, a Potenza.
Ne sono nati spettacoli come N46°- E13° (con 100 cittadini udinesi), Lady Europe 2.0, episodio parte del progetto collettivo EU Europa Utopia che ha aperto il Mittelfest 17, Ufficio Ricordi Smarriti, in scena per 6 mesi, Human Link con rifugiati e richiedenti asilo, L'Assemblea, spettacolo con 80 ragazze e donne in scena per ricordare il ‘68 e le sue conquiste al femminile, Sissignora! sulla leadership al femminile per Mittelfest 19, Storie di persone in viaggio con rifugiati e cittadini italiani a Matera nel ’19.
Nel 2020 realizzerà Al di là del muro per l’Università degli studi de L’Aquila.

L'Assemblea
, spettacolo partecipato per ragazze e donne sulla condizione femminile è un format che può essere esportabile e realizzato con partecipanti di una città o di un territorio specifico, dopo un laboratorio aperto alla cittadinanza.
La regista è disponibile inoltre a creare progetti ad hoc sul territorio e/o per fasce particolari di cittadini, attraverso lo strumento del teatro partecipato.

La modalità mette i partecipanti nelle condizioni di potersi esprimere teatralmente in modo libero pur con una guida esperta che dirige le scelte, senza mai imporle o proporle prima che esse stesse nascano dal dialogo con gli stessi partecipanti. Questo consente di scegliere anche il dispositivo scenico in cui esprimersi: in site specific, in immersive theatre, in situazioni più tradizionali e frontali o a tu per tu con lo spettatore, in modo multidisciplinare, con musica, danza, e con l’uso delle tecnologie video.