Il regista e drammaturgo Cesare Lievi sarà intervistato da Gianfranco Capitta, in occasione della replica de LA BADANTE in scena al Teatro Palamostre di Udine il 24 gennaio 2009, ore 21. L'incontro pubblico a ingresso libero, a cui interverrano Luigi Reitani - Assessore al Turismo e alla Cultura del Comune di Udine e Daniele Cortolezzis - presidente del Consiglio comunale di Udine, si terrà sabato 24 gennaio 2009 ore 17 al Teatro Palamostre.
24 gennaio 2009, ore 17 Udine, Teatro Palamostre Badare alle badanti: il teatro che assiste la società Gianfranco Capitta intervista Cesare Lievi intervengono Luigi Reitani - Assessore alla Cultura del Comune di Udine e Daniele Cortolezzis - presidente del Consiglio comunale di Udine incontro in collaborazione con ERT - Ente Regionale Teatrale del FVG ingresso libero
24 gennaio 2009, ore 21 Udine, Teatro Palamostre LA BADANTE testo e regia di Cesare Lievi scene di Josef Frommwieser costumi di Marina Luxardo luci Gigi Saccomandi con Ludovica Modugno Emanuele Carucci Viterbi, Leonardo De Colle, Paola Di Meglio, Giuseppina Turra una produzione CTB Teatro stabile di Brescia
spettacolo in collaborazione fra la stagione di Teatro Contatto e Akròpolis
Una famiglia borghese. I due figli si preoccupano per la salute dell’anziana madre; entrambi hanno poco tempo da dedicarle e così assumono una badante dell’Europa dell’Est. Ma l’anziana signora non l’accetta. Dice che è disonesta, che è una ladra, ecc.. Amareggiata dai figli e dalla presenza della ‘straniera’, la signora muore. Ma quando viene letto il testamento il lutto dei figli si tramuta in rabbia perché l’eredità della madre è scomparsa nel nulla. Ma come e perché è avvenuto questo?
La Badante, da un nuovo testo di Cesare Lievi, regista, drammaturgo e poeta direttore del CTB di Brescia, è l’ultimo capitolo della “trilogia dello straniero” iniziata con Fotografia di una stanza (visto a Contatto tre stagioni fa) e con Il mio amico Baggio. Le tre opere compongono una riflessione sui cambiamenti indotti nella nostra società dalla presenza dei nuovi immigrati, “stranieri” che entrano nella nostra vita facendo esplodere contraddizioni sociali e mettendo in discussione abitudini quotidiane. |